Sperimentazione animale


Sabato 24 e domenica 25 marzo la LAV sarà in 350 piazze italiane per chiedere al Governo e alla comunità scientifica di sostenere l’uso e lo sviluppo di metodi sostitutivi all’impiego di animali a fini sperimentali. Ogni anno, solo in Italia, un milione di animali, quasi 3000 al giorno tutti i giorni, vengono utilizzati per prove inutili e ripetitive, inapplicabili per la salute umana, ancora richieste da leggi antiquate e superate. Gli esperimenti sugli animali non solo non sono necessari, ma sono, spesso, dannosi, perché portano a risultati fuorvianti o inutili, che danno un falso senso di sicurezza per la successiva sperimentazione sull’uomo. Tuttavia continuano ad esistere. Forse per interessi economici o forse per inerzia culturale, “perché così si è sempre fatto” ed è molto più difficile cambiare le cose ed ammettere l’errore piuttosto che continuare a giustificarne la validità, soprattutto quando questo errore ha comportato il sacrificio di tanti esseri viventi. Grazie alle battaglie di tanti anni da parte delle associazioni animaliste, i metodi alternativi hanno già sostituito, in molti casi, la sperimentazione sugli animali. Ma c’è ancora tanto da fare. Con la petizione LAV, che troverete nelle piazze nei prossimi fine settimana, si chiede al Governo l’impegno a garantire l’uso e lo sviluppo dei metodi sostitutivi all’impiego di animali a fini sperimentali nell’Unione Europea, in vista della proposta di modifica della Direttiva UE 86/609 che la Commissione UE emanerà a breve. La stima approssimata degli animali che verrebbero subito risparmiati se venissero accolte le proposte della LAV è di almeno 43.000 animali per l’Italia , e di circa 300.000 per l’Unione Europea. Soprattutto, si getterebbero le basi per una progressiva ma totale sostituzione dell’uso di animali a fini sperimentali.

N.B. La classica domanda dello scettico: “Preferiresti sperimentassero su un animale o su tuo figlio?”. La verità è che i metodi alternativi esistono, vi consiglio di leggerli sul sito della LAV.


Posted by
laurarossimartelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *