Marziani e venusiani (ovvero, uomini e donne)


Eccoci finalmente. Cercherò di essere semplice e incuriosirvi. Ben vengano le domande!

Cosa desideriamo nel partner? Entrambi i sessi desiderano partner intelligenti, sui quali poter fare affidamento, cooperativi, degni di fiducia e leali.
E le differenze? Le donne danno un’importanza doppia al fatto che il partner sia in buone condizioni finanziarie. Negli annunci matrimoniali, le donne menzionano l’agiatezza economica come una caratteristica desiderabile undici volte più spesso degli uomini. Lo psicologo David Buss dimostrò che questo dato era vero in tutto il mondo. Inoltre, le donne desiderano uomini più vecchi di loro, ambiziosi e di elevato status sociale.
Ma gli uomini? Loro danno maggior importanza alla giovinezza e all’aspetto fisico. Nella maggior parte delle culture gli uomini danno un’importanza leggermente maggiore alla castità e alla fedeltà, sebbene siano loro stessi più inclini ai rapporti sessuali extraconiugali.
Molti studiosi di scienze sociali sostengono che le donne cercano la ricchezza negli uomini semplicemente perché essa è monopolizzata dagli uomini. Ma l’asserzione potrebbe essere capovolta: gli uomini cercano la ricchezza perché sanno che essa attira le donne – proprio come le donne si sforzano di apparire giovani perché sanno che agli uomini piace. Pensate che Aristotele Onassis, pare abbia detto: “Senza le donne, tutto il denaro del mondo non avrebbe senso”.
Quello che ci chiediamo è: si tratta di consuetudine culturale o istinto?
Entrambe!
– Gli uomini cercano la ricchezza per attirare le donne
– le donne, visto che la ricchezza è posseduta dagli uomini, la cercano negli uomini
– quindi c’è un rinforzo positivo affinché l’uomo cerchi la ricchezza per attirare le donne.
La cultura non si oppone agli istinti naturali, ma li rinforza.
Di fronte ad un uomo che va dietro ad una donna solo perché è carina, o a una bambina che gioca con le bambole mentre il fratello agita una spada, non si può mai essere sicuri che quel comportamento sia esclusivamente culturale, perché potrebbe avere anche una componente istintiva.
Polarizzare il problema è un grave errore.
Ogni sorta di aspetto culturale del comportamento potrebbe fondarsi sull’istinto. Spesso,
più che influenzare la natura umana, la cultura ne è un riflesso.
Questa voleva essere un’introduzione perché capiate che ad ogni osservazione lo scienziato deve pensare al come e al perché avviene quella scelta o azione, diciamo pure comportamento.
Ci possiamo sempre chiedere: quanto la genetica e quanto l’ ambiente influenzano quel comportamento? Solo una o l’altra? La soluzione ovviamente è che c’è sempre un’integrazione delle due. Ovvio, mi risponderete. Ma sapreste darmi la spiegazione per ogni caso? Bene, la chiave sta nei promotori, negli ormoni e nei neuroni…insomma, nel nostro apparato neuroendocrino! Non possiamo sfuggire ai meccanismi che avvengono all’interno del nostro corpo e che fenotipicamente si manifestano (che si voglia o meno!).
Vi lascio con una chicca che riguarda il testosterone! Ovviamente risparmio il background di conoscenze con le quali leggere il dato perché non posso fare un corso approfondito e rischio di annoiarvi; prendetela come curiosità!
La prossima puntata è dedicata ai microtini che hanno un qualche legame con la fedeltà dei nostri partner…ragazze, la fedeltà è anormale! Quindi perdonate… 😉 Ma avrò modo di discuterne.
Ma ora…guardatevi le mani, uomini!
In  molti uomini l’anulare è più lungo dell’indice, mentre nelle donne le due dita sono solitamente della stessa lunghezza (poi con le unghie lunghe si fa anche più fatica a controllare!). John Manning comprese che questo dipende dai livelli di testosterone prenatali al quale l’individuo è stato esposto nell’utero.
Più alto è il livello di testosterone più lungo diventa l’anulare.
Come? I geni hox che controllano lo sviluppo dei genitali controllano anche quello delle dita della mano, e un’impercettibile differenza nella tempistica degli eventi che hanno luogo in utero può probabilmente portare a una leggera differenza della lunghezza delle dita.
Gli uomini con l’anulare insolitamente lungo sono a maggior rischio di autismo, dislessia, balbuzie, disfunzioni immunitarie; hanno anche un numero relativamente maggiore di figli maschi. Gli uomini con l‘anulare insolitamente corto sono a maggior rischio di patologie cardiache e sterilità. 
E poiché la muscolatura del maschio è in parte costruita sotto l’influenza del testosterone, Manning affermò, in televisione, che in un gruppo di atleti sul punto di disputare una gara di corsa, avrebbe vinto quello con l’anulare più lungo…indovinate? Accadde proprio così!
La lunghezza dell’anulare è fissata in utero (ambiente), però come abbiamo visto c’entrano anche i geni. Mi raccomando, non cadete nell’errore che l’ambiente è solo quello esterno postnatale. Anzi, è importantissimo il momento della gestazione per lo sviluppo dell’individuo (ma lo vedremo…).
Grazie!

Posted by
laurarossimartelli

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