Pandora? No, grazie

In questa sede vorrei discutere solo di uno degli aspetti che non mi sono piaciuti nel film “Avatar”. Il messaggio del film è lodevole: l’amore per la natura vince contro la tecnologia. Eppure c’è qualcosa che stona, a mio parere. Innanzitutto nel futuro, e siamo già verso quella direzione, le macchine ci aiuteranno molto per il risparmio energetico e saranno utilizzate in modo intelligente per preservare il nostro pianeta…quindi non capisco perché presentare ancora questo vecchio binomio “macchina contro natura”, come a voler dire “futuro contro passato”.

Inoltre:

– Pandora è presentata come una Gardaland dove ci sono le piante che parlano! Non mi meraviglierei se la gente avesse detto “che figata” alla visione di piante fluorescenti, che si richiudono con un tocco, piumini che comunicano, e così via. Io sinceramente sono molto affezionata alle nostre piante verdi, che muoiono e rinascono. Sono convinta che alcune sorprese derivino dal non sapere che ci sono piante carnivore,  nelle foreste tropicali c’è una biodiversità incredibile, le piante hanno sistemi di autodifesa, sono degli esseri meravigliosi…non dimentichiamo che dobbiamo preservare la nostra foresta sulla TERRA ed ORA! Da come è andata a Copenaghen non mi aspettavo un tale successo per questo film…! La qualità grafica del 3D non la discuto, ma è un altro discorso. Ho sentito addirittura della “depressione post Avatar”: la gente fa fatica a tornare alla realtà perché Pandora è troppo bella…io sono veramente sconvolta! Perché non vi guardate intorno invece di andare al centro commerciale? Io passo almeno un’ora al giorno sulle colline, nel silenzio…sento l’influsso positivo della natura su di me, la mente si libera e mi arrivano mille pensieri…non pensavo che Pandora fosse dietro a casa mia! Non dobbiamo essere animisti per apprezzare la natura: semplicemente è bella, utile, degna di vivere quanto noi e, personalmente, fa stare bene.

– Gli Avatar sono mezzi cloni e mezzi uomini del futuro: molto positiva l’idea che un giorno vivremo in modo naturale (già alcuni di noi lo stanno facendo), apprezzando l’importanza della natura per la nostra sopravvivenza. Però il prototipo del naturalista è quello con treccine e orecchini impiantati nel lobo! Io credo che non è necessario vestirsi da alternativi per amare la natura, ma forse mi sbaglio…Si cerca sempre di rimandare all’immagine tribale, delle popolazioni che ancora oggi sono molto legate alla madre Terra, ma è importante invece comprendere che non dobbiamo tornare alle origini, ma andare avanti in modo intelligente! Temo che questo è uno degli aspetti per cui gli uomini di scienza e non solo non sanno usare la tecnologia o addirittura la rifiutano.

Infine, un punto a favore per la parte sui “cavalli” di Avatar: mi è piaciuta moltissimo la descrizione della relazione col proprio animale, basata sull’intenzione e l’empatia. Penso che la userò in qualche presentazione in futuro!

Posted by
laurarossimartelli

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