Cavalli rilassati e uomini confusi

Passo ore al computer a navigare tra i siti che offrono metodologie di approccio con il cavallo. Sono spinta da curiosità, da necessità di studio, ma principalmente dal desiderio di chiarirmi le idee in campo equestre.

Peccato che il risultato sia una maggiore confusione: qual’è la metodologia da adottare nell’addestramento del cavallo?

Facciamo un passo indietro. Premetto intanto che tutto quello che dirò sottintende l’esclusione del metodo della punizione nel paragone fra i sistemi di addestramento possibili.

Ultimamente al “vecchio”metodo della punizione si sta sostituendo quello “nuovo” della doma etologica o doma dolce. Già nei termini la prima confusione: doma dolce significa l’utilizzo di tecniche non coercitive nell’addestramento che portano il cavallo a collaborare con noi; doma etologica però, che viene utilizzata come sinonimo della precedente, dovrebbe adottare termini scientifici, che si rifanno alla natura del cavallo e alla convivenza nel suo branco. E’vero, molti addestratori che oggi vantano un successo planetario per le loro scoperte in quest’ambito, sono partiti dallo studio del cavallo in natura, cercando di codificare un etogramma (elenco di categorie comportamentali) che l’uomo poteva riproporre durante l’addestramento; tuttavia su alcuni punti continuano a tradirisi o appaiono confusi. Seppur con modifiche personali, gli addestratori della doma dolce parlano di Fiducia, Amore, Leadership, Dialogo, Cooperazione….e l’aspetto scientifico? Sicuramente è un aspetto positivo questa recente sensibilità nei confronti di questo animale, ma devo capire ancora se sia giusto o meno che nascano così tante scuole, e, la maggior parte delle quali, senza un approccio scientifico. E’possibile che metodi così diversi funzionino?

Sono dell’idea che occorre cambiare punto di vista: scegliere non per il cavallo, ma per noi. Infatti ognuno di noi è libero di scegliere il percorso che più gli si addice, per due motivi:

1) per quanto ci dicano che quello è il metodo giusto, se non saremo capaci di applicarlo o ci sarà qualche elemento su cui siamo in disaccordo, non avremo risultati

2) tutti i metodi sono varianti personali che hanno avuto fortuna: mai ci sarà addestratore uguale all’altro, e mai il cavallo cambierà meccanismo di apprendimento; alla fine, arriverai allo stesso risultato del collega che ha frequentato un’altra scuola: sarà il tuo impegno e la tua attitudine a fare la differenza.

E’proprio su quest’ultimo punto che sono confusa: se il cavallo non cambia, cioè reagisce sempre allo stesso modo, i risultati sono uguali per tutti? Sì (altrimenti questi signori non avrebbero successo!). Allora non sono i risultati, ma il percorso a fare la differenza, il COME, che a questo punto diventa una scelta personale. Una scelta che non vincola però, come ci fanno credere, il benessere dell’animale, ma il benessere della persona!

Sviscerando, attraverso video e altro materiale, ci si accorge che il metodo usato nell’addestramento dolce è il rinforzo negativo e la desensibilizzazione: questi gli unici metodi comprensibili per un cavallo, se vogliamo garantire il suo benessere (un cavallo equilibrato e fiducioso diventa sicuro e gestibile, ed è il risultato che vogliamo dall’addestramento!)

Io toglierei le maschere: via attrezzature specifiche, neologismi, promesse di crescita interiore e professionale… non facciamo del cavallo un animale così complesso. Dopotutto, anche noi siamo animali e richiediamo costantemente più semplicità: UN metodo, poi ci penseremo noi a cambiarlo, volontariamente o meno! La parola d’ordine diventa: PRATICA. Solo la pratica, applicata con costanza e consapevolezza, e meno teoria, fa diventare bravi addestratori. Ma la teoria, seppur poca, deve essere valida e coerente!

Quest’anno grande novità, CavalliaMilano, con un padiglione dedicato alla NaturalHorsemanship: lo penso come ad un grande test del labirinto per i topi (i topi siamo noi e lo sperimentatore è il cavallo!), chissà che non porti più chiarezza (o confusione) nei miei pensieri.

Buon percorso a tutti, perché nessuno dei metodi è sbagliato per il cavallo, ma alcuni sono più giusti per noi.

Posted by
laurarossimartelli

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