Cavalgiocare – G.Gamberini

Partecipo alla giornata nazionale per i diritti dell’infanzia presentandovi un Associazione che migliora la qualità della vita dei bambini. Da pet-partner ed ex educatrice WWF, nutro il desiderio da molto di trovare una modalità di educazione al rispetto degli animali. Anche se dovrebbe far parte dei principi su cui si fonda la pet-therapy, per quanto riguarda l’ippoterapia il programma educativo non sempre tiene presente del rispetto della natura del cavallo, relegandolo a mero strumento per il benessere dell’uomo.

Cercando sul web qualcosa che si avvicinasse al mio pensiero di educazione, ho scoperto con piacere Cavalgiocare. Mi aspettavo di trovare delle nozioni principalmente pedagogiche, invece mi sono piacevolmente stupita della scelta dei contenuti. Circa metà del libro è dedicata al cavallo: come rispettare la sua natura, prestare attenzione alle sue necessità, alla comunicazione, nel complesso a considerarlo nella sua alterità.

Soddisfatta dell’approccio del metodo, proseguendo la lettura mi si è aperto un mondo sulla comunicazione paraverbale dell’uomo: Cavalgiocare stimola i bambini a prendere coscienza del proprio movimento nello spazio, li educa a forme di comunicazione diverse da quelle che imparano a scuola, spesso mortificanti.

Chiude il libro un interessante elenco dei giochi che si possono fare e degli strumenti che si possono creare (tra i tanti un cavallo con un bidone o un pezzo di legno) dove il bambino esplora, sperimenta, usa e infine crea.  Il libro cita “Il gioco è una delle attività primarie che condividiamo con altre specie animali…e assume valenze educative di così ampia portata sullo sviluppo delle capacità relazionali, da non poterci assolutamente rinunciare”.

Questo metodo è rivolto sia a bambini normodotati che handicappati, e a gruppi con bambini di età diverse, in modo da sperimentare tempi e ritmi di un altro diverso da sé (il cavallo d’altra parte non è così simile a noi!) abituandosi alle regole della convivenza.

Io ho la fortuna di vedere all’opera Cavalgiocare, grazie a Simona Paghera, e dare il mio piccolo contributo nella gestione dei bambini dai 4 ai 6 anni: devo dire che è incredibile quanto sia stimolante calare nel mondo visto da un bambino e da un cavallo nello stesso momento. I bambini hanno tempi di esplorazione più lunghi degli adulti,  ma allo stesso tempo le esperienze sono più intense e la memoria emotiva più sensibile. Il cavallo è davvero tenuto in alta considerazione e rispetto, addirittura la disciplina del volteggio viene svolta con intento non agonistico e nel pieno rispetto dell’animale.

Il filo rosso che collega i vari incontri è la ricerca dell’equilibrio isodinamico, cioè la capacità di modificare il nostro equilibrio al variare dell’equilibrio di un altro corpo.

Ogni esperienza in Cavalgiocare passa attraverso il filtro della conoscenza di sé e dell’altro, dell’esplorazione, dell’emozione…e del divertimento!

Il divertimento attraverso il potenziamento delle abilità è il mezzo, il fine è l’apprendimento.

Penso sinceramente sia questo il corretto inizio per una relazione con il cavallo, sia essa agonistica o ludica.

Posted by
laurarossimartelli

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