“Li sacrifichiamo, non li uccidiamo”. Risponde la scienza

equivita

Non molto tempo fa una mia amica posta sulla mia bacheca di FB un video sulla sperimentazione animale, che trovo subito molto interessante per il modo in cui viene trattato l’argomento: nessun tentativo di fare leva sulle emozioni della gente, ma un punto di vista più scientifico, basato sui fatti.

L’intervista è a Stefano Cagno, membro di Equivita (di cui consiglio l’iscrizione alla newsletter).

 

Silenzio assenso:

In Italia sono 599 i laboratori autorizzati a sperimentare sugli animali. Pensate che un laboratorio per sperimentare sugli animali ha l’obbligo di richiedere l’autorizzazione scritta da parte degli organi competenti, ma se tale autorizzazione tarda ad arrivare, dopo 40 giorni dalla richiesta il laboratorio viene automaticamente autorizzato a sperimentare!

 

Campi di applicazione:

Quando si parla di sperimentazione non bisogna solo pensare alle immagini che abbiamo visto (o ne abbiamo sentito parlare) di fratture, ustioni, dolore, congelamento dell’animale vivo, ecc. Sperimentazione animale è anche quella praticata nei laboratori di fisiologia o psicologia, per esperimenti di tipo comportamentale, dove glianimali sono sottoposti a scariche elettriche, ad es. per studiare l’apprendimento per associazione o “condizionamento operante” (vedi gabbia di Skinner). Gli sperimentatori si giustificano dicendo che tutelano il più possibile l’animale anestetizzandolo: il problema è la sofferenza e i danni che seguono all’anestesia!

 

La sperimentazione sugli animali non ha fondamenta scientifiche:

  • Gli animali sono diversi da noi! Pensate che il 46% delle sostanze cancerogene per i topi non lo sono per i ratti:noi ci sentiamo più ratti o topi?!
  • Gli sperimentatori sono visti agli occhi dei più come ricercatori autorizzati, “salvatori dell’umanità”: non è altro che propaganda demagogica senza fondamento di realtà. Ogni tanto viene annunciata l’importanza della sperimentazione per le vittorie ottenute nel combattere la leucemia nei bambini, ma quante volte viene omesso il fallimento della sperimentazione animale? Mai! Inoltre non c’è una sola pubblicazione che dimostri che l’esperimento sugli animali abbia portato a vantaggi sulla salute umana. Quando (le poche volte) una specie animale si comporta in modo simile alla nostra viene proclamato il progresso scientifico attraverso pubblicazioni, ma non si pubblica mai un articolo che dimostri il fallimento della sperimentazione!
  • La sperimentazione animale è solo uno dei tanti metodi possibili. Pensate che negli USA il 52% dei farmaci sperimentati sugli animali ha dato gravi reazioni avverse nella specie umana (ci sono persone che si sono ammalate o sono morte). Ci sono 100.000 persone morte in America per i farmaci: come lo spieghiamo?
  • I cosiddetti “metodi sostitutivi”, nati con Pietro Croce, non sono presi molto in considerazione perché spesso viene fatto il confronto fra questi e quelli sull’animale, non capendo che non può essere fatto un confronto dal momento che i modelli animali non sono mai stati validati!
  • I metodi sostituitivi sono quelli usati in farmacologia, con colture cellulari di diversi organi, simulatori metabolici: vengono studiati i dati in letteratura relativi a certe sostanze degli esseri umani, e poi viene fatto il confronto tra le sostanze con la funzione conosciuta e quelle nuove, e poi si valuta. Potete capire che il procedimento è complesso, ed è anche per questo che viene sottovalutato. I metodi sostitutivi vengono criticati perché non sono validati, ma pensiamo a validare prima quelli animali!
  • La sperimentazione animale è un atto di fede (una volta pensavamo anche noi che la Terra fosse piatta!): i vivisettori non sono tutti sadici, ma tutti credenti.
  • Nel 1940 fu inventato l’atroce test sui conigli ospitati in gabbie di contenzione, ai quali veniva somministrato il cosmetico negli occhi fino a 170 ore, causando la necrosi dell’occhio. Nel 1972 lo stesso test risulta totalmente inapplicabile, i dati dello stesso laboratorio si dimostrano differenti! Esperimenti come questi sono obsoleti, servono solo come tutela giuridica.
  • L’informazione che mi ha davvero fatto rimanere male è che si sperimenta anche nella fitoterapia (ad es. l’iperico)!
  • Quante volte vi hanno chiesto:”Preferiresti sperimentassero su tuo figlio?” Non è forse un ricatto morale? Gli sperimentatori criticano gli animalisti che fanno leva sulle emozioni della gente, ma i vivisettori sono i primi a puntare sull’argomento emotivo! Sappiate che per legge dopo l’animale il prodotto deve essere sperimentato su un essere umano, quindi in un certo senso anche tuo figlio viene coinvolto…

 

Perché sperimentare?

Dietro c’è l’interesse:

  • delle industrie: la sperimentazione animale è un metodo per dimostrare tutto ciò che si vuole; gli animali sono manipolati geneticamente sensibilizzandoli più o meno alla sostanza (di conseguenza si ottiene il risultato ricercato!)
  • delle università: si possono pubblicare articoli in breve tempo, con una tesi mediocre.

Pensate che nonostante anni di ricerca per ottenere questa importante scoperta, per molto tempo è stata negata la correlazione tra il fumo e il cancro al polmone perché l’esperimento non era stato testato sugli animali!

Vi lascio con questo esperimento raccapricciante: sono stati messi degli elettrodi (con il cemento armato!) nel cervello del gatto per studiare il sonno! A parte l’atrocità dell’esperimento, quanta importanza ha l’esperimento? In nome di quale scienza?

 

Sul web ho trovato diversi articoli scientifici sui metodi sostitutivi (sosteniamo la scienza intelligente), se qualcuno trovasse un articolo sul fallimento di un test sugli animali (o la validazione di uno di questi!) me lo faccia sapere: lo leggerò senza pregiudizi e con il massimo interesse scientifico.

 

Posted by
laurarossimartelli

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