Mondo reale vs scienza

Esiste un eterno contrasto tra teoria e applicazione pratica. Penso che un buon esempio si ritrovi nell’arte dell’equitazione, dove i vari pensieri sull’addestramento e la gestione dei cavalli si colpiscono a vicenda. Perché non è possibile che la scienza e la sua applicazione pratica trovino il modo di interagire e amalgamarsi come ingredienti di un’ ottima torta?

Penso che le ragioni siano principalmente 3:

1) Mancanza di credibilità dello scienziato

Senofonte e Caprilli, i primi ad averci regalato i principi dell’equitazione, erano prima di tutto soldati, poi letterati. Gli scienziati che provano a studiare il comportamento del cavallo sono spesso privi della pratica che li metterebbe in una luce migliore nei confronti degli “uomini di cavalli”. Così la scienza è vista come uno studio fine a se stesso, che non dà alcun valido contributo ai fini pratici, addirittura può dar fastidio perché capace di giudizio.

 

2) Mancanza di scuole di formazione riconosciute…e conosciute!

Gli appassionati di cavalli che desiderano lavorare in quest’ambito si trovano di fronte a più scelte (es. meglio il corso SEF o gli altri? Di associazioni ce n’è l’imbarazzo della scelta), e spesso la decisione finale spetta al portafoglio, o alla comodità, o al sentito dire…senza capire bene quali siano gli effettivi sbocchi professionali. Trovo entusiasmante che stiano emergendo molte figure professionali attorno al mondo del cavallo, ma penso sia anche rischioso perché i “vecchi” operatori di equitazione (istruttori) possono guardare le nuove figure con diffidenza, non essendo loro chiaro chi siano e quanta conoscenza abbiano. In definitiva, risulta loro difficile lasciare il campo libero per un periodo di tirocinio dei “nuovi professionisti”.

3) Mancanza di collegamento tra scienza e mondo reale

Finisci l’università e sei disoccupato. Stessa cosa può capitare nel settore dell’equitazione: mancano leggi (in Italia) che tutelano chi lavora in quest’ambito, mancano tavole di confronto tra la domanda (i proprietari di cavalli e relativi maneggi) e l’offerta (gli scienziati). La maggior parte delle tesi di laurea è fatta in modo veloce, risultando in una scarsa  applicabilità. È un paradosso studiare i cavalli per migliorare la qualità della loro vita e aumentare le conoscenze sul loro comportamento, se poi di fatto la conoscenza viene bloccata da risultati di dubbia veridicità e sparsi nel vento.

Nel mio mondo ideale:

Sto parlando del mondo dell’equitazione, ma il discorso si può benissimo trasferire a tutte le innumerevoli tesi non lette che andrebbero invece ad aumentare la qualità di professionisti e lavoratori in genere in quell’ambito (ad es. un trasferimento dei risultati di tesi di scienze della formazione ad operatrici che lavorano negli asili).

Per me il settore della formazione, tutelato da leggi, dovrebbe assicurare incontri, tavole rotonde e stage formativi tra scienziati e privati. Al momento è la struttura che cerca momenti del genere, ma sarebbe opportuno che per legge ogni struttura dovesse fare questo tipo di incontri un numero minimo di volte all’anno. Inoltre, ci dovrebbe essere un organo apposito che chiamasse gli scienziati. Qualcosa è stato fatto con CavalliaMilano (anche se in modo, per me, non appropriato), ma il più delle volte questi incontri sono esclusivamente per Veterinari (non ho intenzione di offendere i Veterinari!), figure riconosciute dalla gente di cavalli perché “antiche”, ma soprattutto “utili”. Ecco arrivati alla parola chiave: utilità. Se noi scienziati proveremo a mostrarci più utili, saremo ascoltati e considerati. Ma per dimostrarci utili dovremmo mettere da parte i nostri articoli scientifici, essere i primi ad ascoltare, e incominciare a muovere i muscoli….partendo dalla pulizia dei box! Solo allora ci renderemo conto di cosa effettivamente è utile, quale contributo della scienza può migliorare le condizioni di vita del cavallo e delle figure che ruotano intorno, e mescolare, come ingredienti di una torta perfetta le conoscenze degli uomini di cavalli con le spiegazioni, i termini e le nuove scoperte della scienza.

test sul rinforzo positivo

Posted by
laurarossimartelli

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