Groom: una professione o una necessità?

Sei appassionato di cavalli e vuoi lavorare in ambito equestre? Puoi districarti tra i vari FISE, SEF, ENGEA, ecc. I corsi sono veramente tanti e non è mia intenzione fare pubblicità. Ad ogni modo ci sono varie figure, come l’istruttore, accompagnatore di equiturismo, maniscalco, animatore Pony, operatore per diversamente abili, ecc. Ma dov’è collocato il “groom”?

Il groom è quella persona che si occupa della pulizia quotidiana del cavallo, dei finimenti, del box, di dargli da mangiare, di farli girare e a volte anche montarli, e tante altre cose (i lavori in scuderia non sono mai finiti!). Girando nei maneggi e simili notiamo soprattutto indiani che praticano questo mestiere, spesso arrivati senza esperienza, poi diventati abili grazie alla loro cura e attenzione che mettono nel lavoro. Oppure, sono figli del proprietario, o ancora ragazzi/e che prestano un servizio in cambio di lezioni gratuite. Ad ogni modo, manca una scuola, o meglio, qualche corso esiste anche se poco diffuso (es. artiere ippico, tecnico di scuderia), ma non esiste l’obbligo di frequenza. Il mestiere viene imparato mediante prove ed errori, a volte rischiando di farsi male, non conoscendo la comunicazione del cavallo, l’anatomia e tante altre informazioni utili. Comunque il lavoro del groom non è affatto leggero, e non sono sorpresa se si trovano sempre meno italiani a farlo.

Ma ciò che mi ha fatto riflettere è quanto sia frammentata la conoscenza in ambito equestre. Una persona arriva al maneggio e chiede di imparare ad andare a cavallo; l’istruttore gli fornisce una tessera da 20 lezioni e voilà, il cavaliere è pronto! Peccato che le lezioni di equitazione partono in sella al cavallo e si concludono a cavallo ancora bardato, magari per cedere il posto al cavaliere del turno successivo. Solo alcune scuole insegnano a preparare e pulire il cavallo, a prenderlo dal box e a portarlo in campo per la lezione. Tralasciamo la totale assenza del lavoro a terra (dove viene insegnato a comunicare con il cavallo), ma io penso che se uno richiede di imparare a cavalcare è perché un giorno desidererà possedere un cavallo, e a quel punto diventa indispensabile sapersi arrangiare (o forse no?). Penso che i cavalieri più bravi, quelli che sono in grado di preparare il cavallo e dissellarlo sono quelli che per primi hanno osservato l’istruttore e hanno richiesto, con il tempo, questa formazione. Ma ci sono tanti altri che si arrangiano senza sapere, e per orgoglio o timidezza non chiedono se stanno agendo correttamente, e questo può risultare pericoloso.

Concludendo, il governo della mano (grooming) è fondamentale. Io partirei da quello, anche perché con una o due lezioni a settimana il cavaliere non riesce a prendere sufficiente confidenza con questo animale, che è fondamentale per entrare in sintonia nel momento in cui si cavalca. Dopo c’è tutto un lavoro sull’equilibrio in sella che andrebbe fatto (ad es. sentire il respiro del cavallo che si sposta prima a destra poi a sinistra…), ma questa è un’altra storia.

Posted by
laurarossimartelli

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