Il Palio e l’Ordinanza

Oggi leggo la notizia dell’esclusione del Palio di Siena dalla lista che doveva essere presentata alla commissione Unesco per concorrere al titolo di Patrimonio immateriale dell’umanità. In quanto bene immateriale nazionale infatti devono necessariamente identificarsi tutti gli italiani, in quanto rappresenterebbe il simbolo di un intero Paese. Le continue proteste degli animalisti sembrano aver fatto leva sull’opinione pubblica tanto da creare una spaccatura tra i sostenitori e i detrattori del Palio.

Il Palio e altre grandi manifestazioni nazionali seguono l’Ordinanza emessa il 21 luglio 2009 dal Ministero della Salute, che è molto chiara sulle regole da rispettare. Tra le varie prescrizioni della norma è stabilito che

  1. la pista sia ricoperta da materiale idoneo ad attutire i colpi degli zoccoli sul terreno asfaltato o cementato
  2. il percorso della gara sia circoscritto con adeguate sponde capaci di ridurre il danno agli animali, in caso di caduta, nonché per garantire la sicurezza e l’incolumità delle persone che assistono alle manifestazioni.

Purtroppo, il problema è rappresentato dalle manifestazioni minori (solo in Emilia Romagna si svolgono 14 manifestazioni storiche con equidi!). Pensiamo agli ultimi eventi del Palio di Ronciglione, dove l’Ordinanza non è stata rispettata e un cavallo ha perso la vita, o le corse clandestine nel Palermitano (e non solo) degli ultimi giorni, o ancora alla corsa dell’Ardia, in provincia di Oristano, dove nel 2009 un fantino perse la vita.

Riflettiamo quindi sul peso delle nostre tradizioni: penso che il lavoro che sta facendo il Sottosegretario Francesca Martini in materia di tutela e benessere degli animali sia esemplare, ma tutti dovremmo prendere una posizione, perché laddove la legge arriva al compromesso, la nostra mente (o sensibilità?) può arrivare oltre, ad una presa di posizione ragionata. Non posso e non voglio credere che siamo ancora il popolo che esultava al Colosseo davanti ai gladiatori…

Posted by
laurarossimartelli

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