L’empatia: come un cane può migliorare la tua vita

Con l’inizio di settembre comincia un viaggio alla scoperta di come una relazione corretta e guidata con un animale migliori la qualità della vita di una persona. A questo concetto viene attribuito il nome di “pet-therapy”, cioè terapia con animali domestici, termine sempre più diffuso nella società ma ancora non conosciuto da molti. Io preferisco parlare di “relazione zooantropologica guidata” piuttosto che di pet-therapy, e più avanti spiegherò la differenza.

Preciso subito che la pet-therapy è una co-terapia che va proposta, non imposta: a molte persone, ad es. quelle che hanno sviluppato una fobia per gli animali, questa relazione causa danno ed è quindi da evitare.

La pet-therapy non si occupa di portare l’animale all’attenzione di un utente (il bambino nella scuola, il disabile e l’anziano sono solo alcuni esempi) facendoli semplicemente interagire: è la qualità della relazione a dare valore a questa attività.

Molte persone hanno un animale domestico, ma quante ricavano valore dalla relazione col proprio pet? È già un compito molto difficile comunicare con le persone con cui viviamo ogni giorno o abbiamo a che fare quotidianamente per lavoro: li sappiamo ascoltare? Prestiamo sempre attenzione ai loro bisogni? Riusciamo a farci amare? Quanti equivoci che sorgono! Se riscontriamo queste difficoltà con i membri della stessa specie, perché dovrebbe essere più semplice la relazione con un pet, ad es. un cane?

Molti proprietari di pet, in particolare cani, cadono nell’errore dell’antropomorfizzazione, che è la tendenza ad assegnare caratteristiche umane agli (altri) animali: “lo fa per gelosia”,”guarda quanto è felice”, “questo cane è stupido”, “guarda come si sente elegante o buffo”, ecc. Non nascondo che antropomorfizzare sia un esercizio divertente e piacevole soprattutto per il fotografo che voglia immortalare una particolare emozione, ma l’importante è sapere che è finzione! Il mondo percettivo, la durata della vita e la lunghezza di una giornata sono solo una parte delle caratteristiche che dovremmo tenere in considerazione per interpretare correttamente gli atteggiamenti del nostro pet.

Altre persone, al contrario, provano piacere per la routine che impone un pet: gli dai da mangiare, lo porti dal veterinario, e lui risponde con la fedeltà. Ma prendersi cura di un animale, tutelando il suo benessere psicofisico, è tutt’altra cosa. Se capiremo i loro bisogni scopriremo di beneficiare molto anche noi da questa relazione.

La “relazione zooantropologica guidata” quindi si propone come un’ esperienza multisensoriale dove la relazione corretta (per questo va guidata) con l’animale serve da tramite per il raggiungimento di innumerevoli benefici: empatia, autostima, senso di responsabilità, fiducia, cooperazione, ecc.

L’empatia, cioè la percezione dello stato d’animo altrui, è, a mio parere, una caratteristica fondamentale per una persona: capire lo stato d’animo, le pulsioni, i bisogni, insomma, “leggere dentro” una persona è la chiave di ogni relazione: fra parenti, amanti, amici, ma anche nel lavoro, soprattutto se richiede un lavoro di squadra.

Ci sono molte persone che provano empatia verso gli animali, ma non hanno ancora fatto lo step successivo, cioè applicarla alle persone. Molte altre sono empatiche con le persone, ma non provano interesse per gli animali.

Un bambino cresce con l’idea che avere in casa un animale è piacevole ma inutile dal punto di vista formativo. Io credo che una persona può avere molti talenti, ma l’empatia dovrebbe far parte di ciascuno di noi. L’animale è un tramite, un ponte tra l’individuo e le altre persone, ed è per questo che credo molto nell’Educazione Assistita con gli Animali nelle scuole. Nell’infanzia infatti è ancora facile costruire e rafforzare la nostra struttura emotiva; purtroppo molti bambini a casa possiedono un animale, ma, non essendo guidati nella relazione, non ricavano quei benefici che lo aiutano a crescere, ad approcciarsi nel modo corretto agli altri, a trasmettere le emozioni, ad adattarsi alle situazioni, a sintonizzare la comunicazione verbale con quella corporea, ecc. Tutte le caratteristiche appena elencate formeranno un adulto consapevole, responsabile ed emotivamente stabile: insomma, un individuo sano e felice.

Oggi abbiamo cominciato parlando di “empatia” e di come questa qualità sia fondamentale nella sfera privata e professionale di un individuo, la prossima volta investigheremo altre benefici legati alla relazione con un pet.

Qualche consiglio per allenare i vostri neuroni specchio? Osservate il vostro pet, immedesimatevi nell’animale prestando attenzione ai suoi bisogni, cercate un contatto piacevole per entrambi.

Posted by
laurarossimartelli

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