L’animale come aiuto nella propriocezione

La percezione del proprio corpo nello spazio, la comunicazione non verbale e il movimento  consapevole sono caratteristiche che andrebbero fortemente promosse durante lo sviluppo, formando un adulto consapevole e sereno.

Se nel disabile la propriocezione andrebbe a maggior ragione promossa, non è raro trovare bambini con difficoltà di consapevolezza e coordinazione motoria: non diamo la colpa al computer o alle ore passate sui libri, ma troviamo un modo per sviluppare questa consapevolezza.

I doveri, le inibizioni, l’aspetto esteriore, la costruzione di maschere, sono invece aspetti così dominanti nel nostro quotidiano che ci portano ad “atrofizzare” le qualità elencate all’inizio.

Per i sopracitati motivi, molte volte l’individuo scorge un disagio interiore e di relazione con l’altro, che lo porta a fare corsi di yoga, teatro, e così avanti fino ad attività che coinvolgono gli animali, rappresentanti la nostra parte ancestrale: l’istinto.

La relazione con un animale deve essere semplice e chiara: niente di più difficile se abbiamo qualche resistenza. Tutto parte dalla mente, ma è attraverso il continuo allenamento sulla percezione e il (micro)movimento del nostro corpo che raggiungeremo l’efficacia comunicativa. Mentre nella relazione col cane molto si basa sullo sguardo e sull’aspetto prosodico del linguaggio (mi viene da pensare che il cane è venuto incontro a noi più di quanto noi siamo andati incontro a lui durante l’evoluzione!), nella relazione col cavallo il concetto trova la sua esemplificazione. Purtroppo, nella maggior parte dei maneggi si insegna tanta tecnica e poco “sentimento”, es. tenere le mani ferme all’altezza del garrese, “tirare in bocca” e colpire con il tallone la pancia del cavallo per farlo avanzare. Anzi, nella maggior parte dei maneggi, i cavalli sono già così condizionati che sembra vadano avanti a gettone…

Potrei ora parlarvi di un mondo parallelo, quello “giusto” dell’equitazione isodinamica, ma riporto solo alcune righe estratte dal Corso per Tecnico di equimozione e isodinamica: “L’apprendimento propriocettivo migliora anche la sicurezza del cavaliere, in forma preventiva. Infatti quando un cavaliere non si muove in armonia col proprio cavallo usando in modo errato aiuti di mano e di polpacci crea difficoltà al cavallo, il quale può non comprendere i segnali umani. Spesso il cavallo viene anche punito per le suddette incomprensioni e il ripetersi di queste situazioni porta a perdita di serenità, dolore e resistenza o ribellione che possono portare l’animale a diventare veramente pericoloso.”

Sono sempre più convinta che il cavallo è il tuo specchio: non vuole fretta, non vuole paure. Sorrido quando penso che si spende molto per delle attività che ci rilassino, che ci educhino a vivere “quì e ora”, ma poi si ritorna alla turbolenza del quotidiano, intriso di affanno, preoccupazione, tristezza.

Praticando anche danza contemporanea mi rendo conto quanto sia importante mettere in costante comunicazione l’intenzione con il movimento, quanto sia importante ogni istante della vita e quanto autodistruttivo sia correre per il raggiungimento di una meta.

Concludendo, l’animale è un test infallibile della nostra propriocezione. Quando arriveremo a una comunicazione allora sarà un successo, ma anche una nuova partenza.

Tanti sono gli animali, o se preferite tante le attività che sviluppano queste nostre capacità che sono fondamentali per il successo nella vita, sia a livello personale sia professionale: ascoltatevi e trovate quella che fa per voi!

Posted by
laurarossimartelli

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