Pet-therapy “attiva” e pet-therapy “passiva”

Torniamo stanchi dal lavoro, abbiamo una breve pausa pranzo, fa freddo, piove…ma chi ce lo fa fare di portare a spasso il cane ogni giorno? Chi ce lo fa fare di rispondere alla richiesta di tirargli la palla alle dieci di sera?!

Cercherò in questi articoli dedicati alla pet-therapy di riassumere i meccanismi che sottintendono a questi comportamenti, spiegando a chi ancora mi chiede: “scusa l’ignoranza, cos’è la pet-therapy?” che non si tratta di stregoneria, ma di qualcosa che in molti facciamo continuamente e inconsapevolmente, e che si può diffondere a chi ne ha un grande bisogno.

Il fatto che gli animali ci facessero stare bene non è una novità, ma solo col Decreto Ministeriale 19/12/2002 si riconosce agli animali, per la prima volta in Italia, una capacità terapeutica. Secondo la pet-therapy (terapia assistita con gli animali) le motivazioni che guidano e sostanziano il rapporto zooantropologico (cioè tra l’animale e l’uomo) sono molteplici: psicologiche, comunicativo-relazionali, affettive, assistenziali, formative, ludiche, proiettive, sostitutive, ecc. Konrad Lorenz, negli anni ’60 ha definito il “legame” come il “pattern comportamentale di un mutuo attaccamento oggettivamente dimostrabile”: quanti di voi si ritrovano in questa definizione?

Siamo in molti a “sentire” le emozioni dei nostri amici a quattro zampe e sappiamo che il cane, se sottoposto a condizioni di vita che non rispettano la sua natura, si stressa, al pari di una persona (dedicherò un articolo agli ormoni dello stress e alle sue conseguenze). Una corretta gestione comporta invece vari benefici per l’uomo: le sensazioni provate durante la relazione con il cane agiscono sul sistema limbico (amigdala, l’ipotalamo e l’ippocampo), inducendo rilassamento nell’uomo.

Benefici fisici:

E’stato scientificamente provato che il cane cura il 75% dell’insonnia di una persona che ne soffre, e il 34 % delle sindromi dolorose su basi spastiche. Inoltre, il contatto tattile con il cane interviene sulla produzione di adrenalina, abbassando la pressione arteriosa. Ogni stato mentale che modifica l’attività ormonale, ha la potenzialità di interferire sul sistema immunitario: ne consegue una riduzione della durata della convalescenza di malattie infettive.

Benefici per la psiche:

I benefici derivanti da questa relazione possono essere molteplici:

  • acquisire maggiore sicurezza in sé stessi
  • rappresentare un momento di distrazione e di piacere, lontano dalle preoccupazioni
  • migliorare la comunicazione paraverbale: la specifica relazione con il cane sprona ad un autonoma ricerca qualitativa e quantitativa nello spettro comunicativo
  • agire sugli stati d’umore, diminuendo stati di paura, ansia e depressione

Anche il cane nella relazione con l’uomo ha una diminuzione del livello di cortisolo e un aumento di ossitocina e prolattina (ormone coinvolto nell’attaccamento).

Ma perché ci leghiamo tanto ai cani? Perché presentano delle caratteristiche uniche nel regno animale:

  1. sono animali diurni, pronti a svegliarsi quando ci svegliamo noi e a dormire quando dormiamo noi
  2. hanno una taglia perfetta per interagire con noi
  3. la loro anatomia è familiare (riconosciamo parti distinte del corpo)
  4. si muovono più o meno nella nostra stessa modalità: camminano più in avanti piuttosto che indietro, sono facilmente gestibili (li possiamo lasciare da soli, la loro nutrizione non è complicata, sono trasportabili)
  5. provano a capirci e loro ci appaiono comprensibili (anche se spesso interpretiamo male)
  6. vivono per un periodo di tempo che possiamo definire abbastanza in scala col nostro
  7. infine sono irresistibilmente “carini”! Soprattutto le razze con caratteristiche neoteniche (testa grande, zampe corte, dita grosse) ispirano in noi un gran desiderio di prendercene cura.

Un’altra spiegazione ci viene data dall’evoluzione: entrambi siamo animali sociali, ed è stato più conveniente, per un periodo della nostra storia, unirsi a loro per cacciare.

Un’altra spiegazione che definiamo “prossima” è che nel legame con il cane abbiamo un’ immediata ricompensa costituita dal contatto e dal rituale del saluto.

In pratica, è semplicemente nella nostra natura stabilire legami con i cani.

Mi commuovo nel vedere le persone fuori con il cane, anche la sera tardi, che compiono sacrifici per la sua educazione, per la scelta e gestione della casa, delle vacanze…nella relazione col nostro cane stiamo tutti beneficiando della pet-therapy, senza saperlo…ecco “chi ce lo fa fare!”: la causa sta proprio nella ricerca del nostro benessere (parlo di cani, ma il discorso, seppur con qualche differenza, vale anche per gatti, cavalli, conigli, criceti ecc.!). Personalmente una passeggiata col mio cane è il mio pozzo di energia quotidiana!

Finora ho parlato di quella che definisco “pet-therapy attiva”, cioè di quei benefici che si ottengono inconsapevolmente dalla relazione con il cane; termine tuttavia di mia invenzione, perché per “pet-therapy” si intende altro, e ora cercherò di spiegarlo.

Alcune persone in certi momenti della propria vita necessitano maggiormente di questo contatto (es. in età senile, in persone depresse, piuttosto che bambini con qualche blocco psicofisico, ecc.), ecco quindi che il conduttore di pet-therapy fa scoprire all’utente questo benessere derivato dalla relazione col cane; sta poi all’utente beneficiarne o meno in seguito, e nella modalità che ritiene più consona al proprio Io.

Questa è quella che definisco “pet-therapy passiva”, e trovo naturale che dopo varie sedute avvenga un graduale passaggio alla “pet-therapy attiva” (le variabili in gioco sono molte e, seppur questo sia l’obiettivo finale, l’importante è aiutare la persona a fare il primo passo).

Riassumendo, in un caso, tramite la relazione “facilitata” con l’animale, si cerca la chiave per accedere al benessere dell’individuo (o all’educazione nel caso dei programmi di educazione assistita con gli animali nelle scuole). Nell’altro caso la porta è già aperta, il cane non è più un “mezzo” di relazione e benessere, ma un partner, senza il quale l’individuo è già consapevole di sentire una mancanza nella vita.

A voi la scelta di relazionarvi o meno con gli animali, nella modalità, qualità e quantità che preferite, sempre nel reciproco rispetto.

Posted by
laurarossimartelli

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