Inky: il mio angelo caduto dal cielo

Iniziano le belle giornate, e la voglia di stare all’aria aperta inizia a farsi sentire: ecco che diventa più piacevole portare in passeggiata il nostro cane! Oggi dedico questo articolo a chi condivide parte del suo tempo a un cane (o a più cani!); un articolo leggero, ma pieno di amore.

“Me ne stavo lì, accoccolata sotto il carrello d’acciaio. Gli altri continuavano a scherzare, ad agitarsi…

Ad un tratto sentì sollevarmi dalle ascelle. Che scocciatura, avrebbero dovuto lasciarmi in pace!

Poi accadde: mi diede fra le braccia di Lei. Lei era senza il dolce profumo che ti solletica le nari e ti fa starnutire. Lei era buona, i suoi occhi erano buoni, e mentre stavo tra le sue braccia stavo bene. Così iniziai a leccarle il collo e decisi che non l’avrei mai lasciata!

Dopo un po’ stavo appisolata sulle sue gambe, mentre lei continuava ad accarezzarmi e ogni tanto emetteva strani versi.

In parte a Lei c’era la Signora e anche lei mi piaceva.

Dopo poco feci conoscenza con la Cosa. La Cosa era grande come me (ma poi io sarei cresciuta!) e scodinzolava.

Lei mi aveva portato su un morbido tappeto verde e io ero contenta, perché sapeva di buono e ci potevo fare la pipì.

Lei mi diede un oggetto lungo e rosso che chiamava “scarpa” e io potevo infilarci il muso e che potevo mordicchiare: decisi che era mio e che non avrei mai dimenticato quell’odore.

Decisi inoltre che la Cosa l’avrei chiamata Fagotto…

Quella sera mi ritrovai sola, e cominciai a pensare ai suoi grattini sotto le ascelle, alle carezze sulla testa…mi ritrovai a leccare il legno, e il sonno ancora non arrivava. Finalmente, poco prima del risveglio degli abitanti degli alberi, mi addormentai, a pancia in sù.

I gridolini dei bambini mi riportarono alla luce del giorno. Il sole era già alto e la mia vescica era piena, così zampettai immediatamente nel verde e aprì il rubinetto. Oggi non c’era il suo cielo, e l’aria era calda e umida. Vagavo per il giardino, rispondevo al cane nero e a qualche Ignoto, mordicchiavo per molto tempo un pezzo di legno…davo la caccia alle lucertole! Poi piangevo…piangevo perché la volevo sempre con me, mi mancava da morire quando era lontana!

Quando la domenica se ne andava accompagnata da un forte rumore sul sentiero, provocato da una grande roba rossa, sapevo che per un po’ non l’avrei vista.

E poi finalmente arrivava, sorridente, e io ero pronta, impaziente, sulla porta, scodinzolante. Ero così felice di vederla che la invitavo subito al gioco!

Mi dispiaceva quando se ne andava, ma sapevo che poi, quando il sole si faceva meno caldo, tornava con la corda colorata. Era il momento della giornata che preferivo: la passeggiata! Non capivo se lo facesse per me, o uscisse perché ne aveva voglia Lei…penso che Amore è quando le persone condividono un piacere comune!

Comunque, è in questo momento che io facevo la matta più del solito, non ci vedevo più dalla felicità e iniziavo a saltare e a mangiucchiare la cordicella. Lei mi sgridava perché tiravo, si arrabbiava se mordevo il “guinzaglio”, ma era più forte di me, vivevo per quel momento, era troppa la gioia che mi batteva dentro! La guardavo dolcemente con la coda degli occhi (il resto degli occhi doveva guardare in giro) e non trovavo neanche il tempo di ringraziarla quando mi sfilava la corda. Sentivo svariati odori, ma ceravo di concentrarmi su quelli più eccitanti, qualche cacca e animaletto. Provavo rabbia perché non riuscivo mai a cacciare quegli esserini verdi velocissimi! Come fanno a scappare con quelle zampine così piccole? Correvo, correvo felice, saltellando nell’erba alta, e Lei mi sorrideva. C’erano giorni in cui fischiava e apriva la bocca solo per richiamare la mia attenzione ogni tanto…Altri in cui mi parlava di più, e mi diceva cose che sembravano belle, e allora io la guardavo, e ogni tanto, anche se non capivo, scodinzolavo così Lei era felice. Il momento più bello era quando arrivavamo al canale, e lì “ciche ciache” ci camminavo dentro! Ogni tanto La vedevo china a raccogliere delle cosine rosse che poi metteva in bocca…allora, incuriosita, lo facevo anch’io: erano buonissime! Wow, non pensavo di poter mangiare quello che mangiava Lei, di potermi procurare il cibo da sola, senza che Lei mi sgridasse! Ma poi, ripensandoci, erano troppo piccole per me…Invece era bello dopo, quando eravamo quasi alla fine: Lei mi chiamava, e allora, non sempre subito, ma poi tornavo da Lei; mi diceva “seduta” e io mi sedevo perché è una cosa che a Lei piaceva, forse Le dava un’idea di ordinato, di sicurezza…E dopo me lo dava! Come cosa?! Il biscotto! A volte facevo la difficile perché avevo voglia di stare ancora in giro a correre, e ad esplorare, e allora lei ripeteva “biscotto” e allora mi leccavo i baffi e iniziavo a salivare e andavo da Lei. Era così buono che non arrivava a darmelo che già leccavo la corda e annusavo le sue mani. Dovevo invece ricordarmi che prima mi metteva la corda, poi estraeva il biscotto dal marsupio e poi me lo dava…mmh, che buono! Era la cosa più dolce che avessi mai mangiato!

Era importante mi ricordassi “biscotto” perché era il nome che usava in passeggiata, e solo se me lo ricordavo e la raggiungevo mi veniva dato, altrimenti rimanevo a zampettare in giro e Lei perdeva la pazienza!

Quanti ricordi del passato…Mi ricordo quando avevi il cuore a pezzi: cercavo di portare leggerezza in una storia che aveva bisogno di scodinzolii. Ti stavo molto vicina. Non avevo voglia di uscire. Ti controllavo dalla cuccia mentre mangiavi. Ti controllavo tutto il giorno. Ti annusavo per bene e so che avevi bisogno di me. Ti dicevo “Forza! Andiamo a correre! Io farò il tuo sole, e tu la mia strada”.

Anche oggi, come allora, ho fatto le corse pazze e ti ho dimostrato così che è questa la mia felicità: correre ed averti vicina. La nostra famiglia è cambiata, oggi c’è Lui e a me piace…tanto! Comunque l’importante è che noi due staremo sempre insieme…

Prima di uscire dalla porta, ti sei chinata e io ero triste, ma sapevo che saresti tornata presto, non dovevo fare la bambina…

Sono il tuo angelo.

Puoi stare tranquilla, non ti lascerò mai.

L’Amore del cane è per sempre.”

 

Posted by
laurarossimartelli

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