disAbilità? Invisibile al pet

La persona disabile è un “problema” per la società. Noi umani abbiamo premura (e necessità) di far rientrare tutto in categorie, ma gli animali?

Gli animali “sentono”, ma non differenziano. Hanno un atteggiamento non giudicante,  e se potessero parlare chissà quante disabilità troverebbero in una persona che noi definiamo “abile”. Ecco perché vengono coinvolti in programmi ricreativi e riabilitativi per disabili.

Gli animali vengono definiti “facilitatori sociali” poiché consentono a persone affette da gravi deficienze di poter, in qualche maniera, comunicare con il mondo esterno.

L’animale svolge quindi la funzione di catalizzatore dell’attenzione all’interno del gruppo, favorendo inoltre il rispetto delle regole (turni e compiti individuali) nel gruppo stesso e al di fuori di questo. In particolare attraverso il gioco è possibile stabilire un contatto, una partecipazione: lanciare la pallina al cane, spazzolarlo, portarlo al guinzaglio, sono tutti gesti che coinvolgono e permettono l’apertura di nuove vie di comunicazione e di interesse.

I benefici che derivano dall’applicazione di un programma di pet-therapy (o Terapia Assistita con gli animali o A.A.T.) sono molteplici:

  • migliorare il contatto con il reale, soprattutto attraverso il potenziamento del tattoo
  • migliorare il tono muscolare (permettere l’apertura delle mani chiuse a pugno attraverso il contatto con il cane)
  • educare alla sensibilità attraverso l’affettività nel rapporto con l’animale
  • allentare la spasticità (accarezzando il mantello del cane)
  • allentare alcune tensioni
  • potenziare il substrato affettivo
  • ridurre alcuni comportamenti problematici
  • ampliare le modalità comunicative, migliorando il linguaggio (parlando del cane, chiamandolo e descrivendone alcune caratteristiche)
  • migliorare il livello di attenzione e favorire l’acquisizione di concetti spazio-temporali
  • offrire spunti di condivisione (vita di gruppo)
  • creare un  momento di svago e distrazione
  • creare stimoli attraverso il “ prendersi cura
  • far nascere l’interesse e il desiderio di progettualità rispetto all’appuntamento con l’animale
  • incanalare energie e capacità positive attraverso il cane (essere senziente) prendendone gradatamente consapevolezza
  • diminuire la depressione e l’ansia
  • misurare le proprie capacità
  • esternare emozioni
  • sviluppare l’empatia ( riconoscere i segnali del corpo dell’animale )

Solo quando chiuderemo gli occhi e ci prenderemo per mano…saremo molto vicini al punto di vista del cane. 

Posted by
laurarossimartelli

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