Etologo a chi? La carica degli strafalcioni etologici

Mentre le fazioni dei due tipi di addestramento, “gentile” e “tradizionale”, combattono, in quanti si accorgono delle aberrazioni che vengono scritte dalla “moderna” etologia?

Mi riferisco ad un libro di un noto divulgatore dell’etologia in Italia.

Bene, in uno dei suoi libri più letti (dove infatti utilizza un linguaggio più semplice e quindi accessibile ai più), in cui ammetto essere un buon testo, il “guru” cade nella definizione di “etogramma” definendolo un “campo di possibilità di sviluppo individuale del cucciolo”. Ora, a parte la difficile interpretazione del concetto (e ricordo, questo è un libro per neofiti), mi chiedo perché non riportare più semplicemente la definizione di “elenco dei moduli comportamentali espressi dall’animale”, definizione che mi sovviene senza pensarci su (ma ne troverete altre meglio costruite). Spero di aver male interpretato io (ma un buon testo non dovrebbe lasciare spazio a scorrette interpretazioni…).

Lasciamo i “guru” per piegare su una scelta di un libro che facilmente prenderebbe un neofita: edizione di una libreria che sforna manuali e nessun autore (!). Il libro costa poco e sembra completo. Bene, nonostante questo manuale su come crescere un cane in casa sia in linea con la fazione “gentile”, riporta un concetto spaventoso: “L’unico modo che hai per annientare l’irreprimibile voglia (di rosicchiare) è quello di dare in preda alle zanne di Bobbi/Lilli vecchie ciabatte, logore coperte, o giochetti appositi. Altrimenti puoi sempre blindare dentro una stanza a lui interdetta tutto il tuo amato tesoro…”. Che brividi! Lasciate perdere adesso le “regole” di convivenza e le soluzioni corrette per risolvere il problema, ma capite da soli dov’è l’errore? Cosa può imparare il cane da questo atteggiamento? Che le vecchie ciabatte e le nuove Manolo non sono differenti, così come la coperta del divano e la sua cuccia. E se mettiamo le nostre cose preziose nascoste, daremo al cane il lasciapassare per appropriarsi di tutto il resto della casa, con conseguenze immaginabili.

Non è fantascienza, molte persone vanno in edicola a cercare una rivista che gli insegni ad educare/addestrare il proprio cane. Il mio consiglio è di spendere due, tre volte tanto l’acquisto di un libro e iscriversi ad un corso, meglio se col proprio cane, affidandosi a professionisti con i quali poter anche discutere sulla validità dei metodi di addestramento, porre domande e togliere dubbi (o farsene venire altri cento!). Insomma, bastasse l’esame scritto per la patente di guida non saremmo preoccupati? Lo stesso, a mio avviso, vale per il cane.

Sto inoltre riflettendo sui concetti di dominanza e leadership…Mi dispiace un po’ che le posture di sottomissione e di dominanza devono improvvisamente venire messe in discussione perché si devono usare altri termini, alla luce dei recenti studi…Mi dispiace perché in fondo si comincia a parlare di alleli dominanti e recessivi già nella genetica di un essere, che sembra quasi naturale che ci sia poi una trasposizione del termine “dominanza” anche a livello comportamentale…Sono “open mind” nei confronti delle nuove ricerche, ma ho l’impressione che ci stiamo dimenticando che l’etologia ha delle fondamenta, forse così semplici che bisogna inventare termini nuovi per venderla! Aggiungere del sapere che confonde! Mi sembra faccia troppo comodo appellarsi al metodo più gentile o più spettacolare per convincere la gente della validità di un pensiero, di un corso…

Vi ringrazio per aver condiviso con me queste riflessioni e vi auguro buona convivenza con il vostro cane, sperando che arrivi presto la primavera per poter godere appieno della relazione anche fuori casa! Intanto continuiamo pure a leggere, scegliendo però con criterio gli autori e sottoponendo a critica ogni cosa, scegliendo il confronto invece dello scontro, perché chi ha studiato non ha il sapere assoluto, e chi ha esperienza forse non sa…

Posted by
laurarossimartelli

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