Tu e il tuo cane: il “necessario” in amore

persona con cane

Trovo sempre più importante intervenire con riflessioni che hanno poco a che fare con la scienza e più con la parte meditativa. Dati, numeri, fenomeni sono ben spiegati in libri di testo. Questo è un luogo di riflessione, di chiacchierate tra appassionati e curiosi, dove nessuno ha la verità assoluta, ma sono proprio le ipotesi e i dubbi a incalzare nuove discussioni. Questo è un giardino dove si può conoscere e migliorare se stessi grazie alla relazione col proprio cane, dove scoprire che uomo e cane, due esseri meravigliosi, possono dare luogo, insieme, a forti emozioni.

Ora immagina uno spazio né piccolo né grande, ma giusto, dove poterti riposare e all’occorrenza socializzare. Il cibo non ti manca, hai sempre acqua a disposizione, e la possibilità di percorrere almeno 4 km al giorno. Benvenuto nella vita da cani: queste sono le sue necessità.

Facciamo un passo indietro: sono sempre più convinta che la passeggiata sia la chiave del benessere nella relazione cane-uomo, ma ciò non basta.

Hai mai osservato il tuo cane per una giornata intera?

Alla mattina la sua energia è al massimo livello, e necessita di essere spesa nella giusta direzione. Possiamo anche ignorarla o andarcene al lavoro, ma a casa troveremo un cane che si è annoiato, che ha fatto in mille pezzettini un fazzoletto rubato dal cestino e altri disastri. Se noi usciamo alle prime ore del mattino, il cane non avrà bisogno di tirare al guinzaglio (il perché lo faccia comunque necessita di un altro approfondimento), e per tutto il giorno sarà in uno stato di calma.

Ma a casa che succede?

Tendiamo a eccitare il cane con voci stridule e tocchi scattanti che fanno pensare ad uno spettacolo teatrale, non ad un rapporto vero con un essere umano.

E la domanda è: perché abbiamo bisogno di fingere? La risposta é: perché così il cane è felice! Primo errore: confondiamo la sua eccitazione con la felicità. 

Il cane che se ne sta a cuccia per la maggior parte del tempo è un cane depresso?

Se hai soddisfatto tutte le sue necessità no, è un cane rilassato, quindi sereno.

Sfido chiunque a dire di essere sempre felice, tutti i giorni. Ci sono momenti di serenità e rari attimi di felicità. E per il cane non è lo stesso?

Quando torno a casa e saluto il mio cane, lui scodinzola, non mi salta addosso, ma esce in giardino ad annusare e fare i bisogni. Beh, quanti proprietari di cani rimarrebbero delusi da questo comportamento? Ma alla sera, quando rincaso e trovo il mio fidanzato, trovo più piacevole che sia lui a salutarmi! Ovviamente prima di arrivare a lui mi trovo una barriera di 28 kili che scodinzola ed emette suoni di felicità perché il branco è finalmente riunito! Io non ho bisogno di eccitare ulteriormente il cane, perché non devo andare a caccia e non devo comunicare pericoli in arrivo. Noi ci salutiamo con una breve ma energica carezza sul mento e sulla groppa, una scodinzolata e un espressione felice e questo è il nostro necessario. Se voglio anche dire qualcosa al mio cane, lo posso fare, ma se sto zitta l’efficacia della comunicazione non varia. Il suono, o meglio l’uso della parola, serve per convincere me, è un autogratificazione. Ma la parola è uno strumento accessorio, e in natura tutto ciò che è superfluo va eliminato (secondo la legge: con il minimo sforzo ottengo il massimo beneficio). 

Effetto orfanotrofio

Il cane ha bisogno di noi, dobbiamo essere il loro punto di riferimento. Dobbiamo dare delle regole, dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, senza sfumature e nel modo più semplice possibile e ripetibile nella vita quotidiana. Dobbiamo essere dei genitori, perché i cani rimarranno per sempre bambini, dipendenti dalle nostre decisioni. Se nell’ambiente famigliare nessuno ricopre questo ruolo, si crea quello che possiamo chiamare “effetto orfanotrofio”, dove nessuno si prende cura di nessuno e la paura diventa l’emozione scatenante la maggior parte dei comportamenti. Purtroppo questo è uno scenario comune, in cui i genitori non hanno il controllo (un noto programma televisivo riporta questa situazione nel rapporto genitori-figli). Eppure per molti il cane è sinonimo di un peluche da accarezzare sul divano, da esibire, un vuoto da riempire, o qualsiasi altra cosa, lontana dall’essere cane. È molto bella questa visione romantica, ma non sono sicura sia portatrice di benessere.

E dopo il cane ci sono le razze

Se consideriamo anche le differenze nell’indole dovute alla razza, ci rendiamo conto delle necessità predominanti nel nostro cane. Finora ho parlato di cani, ma se dovessimo approfondire ulteriormente ci renderemmo conto di quanto siano diverse le esigenze di un husky e di un carlino, nonostante si parta dalla stessa base: il cane. La scelta per una razza piuttosto che un’altra dovrebbe seguire le nostre inclinazioni, il nostro stile di vita. È vero che il cane da caccia deve andare a caccia? Non necessariamente, ma dobbiamo averne consapevolezza e sfogare la sua energia in altro modo. Altrimenti il cane presenterà “anomalie comportamentali”.

Ascoltiamoci

Al nostro cane spieghiamo che la forma in cui ci saluta, ad es. saltandoci addosso, non ci piace, ma apprezziamo il contenuto. Ecco, anche il cane ci dice che la forma in cui ci prendiamo cura di lui è fonte di ansia e dichiara poca sicurezza.

Allora guardiamoci allo specchio e se non vediamo un genitore in grado di prendersi cura di un essere vivente, non prendiamo un cane, sarebbe un gesto egoistico. Se abbiamo la volontà di diventarlo, allora impegniamoci a fondo per migliorare: il cane ci darà l’occasione di vivere meglio tutti gli aspetti della nostra vita.

Un cane porta gioia e amore nella tua casa, ma “amare” non è un verbo da usare in poesia, ma un sentimento che va annaffiato costantemente con gesti pratici e sinceri: solo così può fluire in entrambe le direzioni.

Non basta dire: sono calmo. Come non basta dire al nostro partner: ti amo, e poi comportarsi con incoerenza. Se a molte coppie la “parola” può bastare, il cane ci chiede uno sforzo maggiore: ci chiede di essere noi stessi e di provare emozioni vere.

Il cane ti ama e legge i tuoi pensieri e le tue intenzioni prima che arrivino alla tua coscienza: devi impegnarti per un “onesto stato di calma”.

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Featured image: Canon Beach Walk – photo by jfonono

 


 

 

 

Posted by
laurarossimartelli

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