Come neve sciolta al sole… e un libro sull’autismo

177 pagine lette d’un fiato, tra sole, aria, Allevi, Mozart, cane e gatto addormentati…

Immersa in un mondo che non c’è, quello dell’autismo, grazie al libro del giornalista Gianluca Nicoletti “Una notte ho sognato che parlavi. Così ho imparato a fare il padre di mio figlio autistico”.

Se non sapete cos’è l’autismo sul web troverete una marea di informazioni. Si parla di spettro autistico in quanto l’anomalia si manifesta in varie forme e intensità. L’autore parlando di suo figlio Tommaso dice: “di fronte a una difficoltà lui si arrende; da solo non può farcela, ma non può immaginare se non il vuoto attorno a sé”Ecco perché si dice che l’autistico vive nel suo mondo: evita il tuo sguardo, è più interessato agli oggetti, ai particolari, ecc. Ci sono dei passaggi molto toccanti, commoventi ed estremamente reali nel racconto della quotidianità di questo padre che si carica dei problemi comportamentali del figlio. È un libro che consiglio a tutti i genitori!

Praticando pet-therapy ho avuto il privilegio di entrare in contatto con bambini e ragazzi autistici. Ho appena finito un ciclo di incontri dove ho notato una reazione e interesse alle mie proposte, e dove al congedo “Buona estate” ho avuto come risposta abbracci, baci e…parole! Da operatrice è un privilegio avere l’opportunità di comunicare con modalità diverse a cui siamo abituati, e io mi commuovo, ne traggo una felicità immensa e un senso di serenità. Ma la famiglia che vive la quotidianità con questi ragazzi, è esausta e richiede professionalità e rassicurazione: se “parcheggiare” il proprio figlio in queste attività lascia loro del tempo libero c’è sempre l’irrequietezza che li segue “starà bene?”.

Probabilmente certi libri ti arrivano nel momento giusto, toccando corde già tese. Il carico di queste famiglie deve essere alleggerito, e Gianluca sogna Insettopia, una città (edificio) felice che dia un senso all’esistenza di suo figlio. Dice che la conquista di Insettopia sarà la più importante battaglia della sua vita. E sarà anche la mia. Perché, se non lo faremo, i nostri figli (perché emotivamente sono anche i miei) finiranno in un contenitore per raccolta differenziata di umanità poco produttiva. E proprio in questo periodo io sogno un progetto speciale…A volte non serve una tragedia o la nascita di un figlio diversamente abile per desiderare di aiutare persone che sono nella tua stessa situazione. A volte basta una sensibilità innata, una passione di quelle che ti immergono anima, corpo e respiro…E dici: io la devo realizzare, altrimenti sarò come neve sciolta al sole.

Con gli occhi umidi mi ritrovo a leggere queste righe “la verità è che anche il più snaturato e insensibile dei padri ha la consapevolezza che, alla fine, solo un figlio può dare certezza di sopravvivenza”. Allora guardo la mia pancia e faccio questa promessa al figlio che metterò al mondo “vincerò la più importante battaglia della mia vita, che è anche quella di molte famiglie. Non so quando, ma lo farò”.

Posted by
laurarossimartelli

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