L’ossitocina e lo spettro autistico

Sappiamo che gli individui che presentano disturbi dello spettro autistico sono inclini alla distrazione, e con difficoltà riescono a concentrarsi a lungo su un azione richiesta. Uno studio sul cervello del topo ha indagato oltre i meccanismi che sottintendono a questo pattern comportamentale. Ancora una volta è coinvolta la mia “amata” ossitocina, l’ormone dei “legami”! Speriamo che la ricerca possa proseguire per trovare anche una strategia terapeutica. Di seguito un abstract dell’articolo, che potete trovare completo qui.

Il controllo neuromodulatorio dell’ossitocina è essenziale per una vasta gamma di comportamenti sociali, parentali e relativi allo stress. Sappiamo che i disturbi dello spettro autistico (ASD) sono associati a carenze nei livelli di ossitocina e ad alterazioni genetiche del recettore dell’ossitocina (OXTR). Trent’anni fa, Mühlethaler et al. ha scoperto che l’ossitocina aumentava la scarica dei neuroni dell’ippocampo inibitori, ma non era chiaro come l’inibizione elevata potesse spiegare la capacità dell’ossitocina di migliorare l’elaborazione delle informazioni nel cervello. Un recente studio descrive nell’ippocampo dei mammiferi un meccanismo semplice ma potente con cui l’ossitocina migliora il trasferimento di informazioni corticale abbassando simultaneamente l’attività di sfondo, migliorando notevolmente il rapporto segnale-rumore. Questo studio ci permette di comprendere come un neuromodulatore (es. l’ossitocina, endocannabinoidi, la noradrenalina) diffusamente distribuito può migliorare le prestazioni dei circuiti neurali che richiede specificità delle sinapsi e una precisione millisecondo.

Le carenze nel rapporto segnale-rumore, osservati nell’ASD (disturbi dello spettro autistico), offrono un prezioso endofenotipo, ma non è stato ancora collegato a un circuito difettoso o a una strategia terapeutica. Ci sono interneuroni, “fast-spiking” (FSIs), target diretti dell’ossitocina, che possono modulare il circuito segnale-rumore, mostrando che queste cellule sono pronte a contrastare le carenze nella rapida elaborazione delle informazioni nei disturbi psichiatrici. Negli individui sani, la segnalazione dell’ossitocina attraverso FSIs può fornire un segnale d’azione capace di promuovere transitoriamente le performance cognitive. Una conferma è l’aumento dell’attività di questi interneuroni capace di recuperare le carenze comportamentali dipendenti dall’ippocampo in un topo modello per l’Alzheimer.

A me vengono in mente numerose implicazioni nel quotidiano, e ancora una volta mi sorprendo a dire: le emozioni sono chimica, e l’essere (umano e non umano) è un artificio ormonale. Ma non per questo siamo meno meravigliosi, anzi.

Consiglio il film sulla vita di Temple Grandin: una bravissima Claire Danes interpreta la famosa insegnante e scrittrice di libri sull’autismo che, grazie al suo disturbo ha migliorato le condizione del bestiame.

 

Posted by
laurarossimartelli

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