Convegno di Valeria Rossi: semplicità e chiarezza…what else?

Sabato 19 ottobre a Roé Volciano (BS) si è tenuto il convegno di Valeria Rossi dal titolo “Cane Uomo – creazione del rapporto”. Non è mia intenzione riportare qui contenuti e approcci che sono in totale accordo con la mia visione e il mio operato. Tuttavia, tengo a far emergere dei concetti che, detti da qualcuno con più di 30 anni di esperienza con cani, forse hanno un senso e sveglieranno le coscienze di chi ancora si fa imbambolare da termini quali “livelli”, “alta formazione”, “metodo gentile” e tutti quei termini psicologici e inglesi che non aggiungono all’etologia cinofila niente di nuovo, ma la storpiano, rendendola inutile e inesatta.

Andiamo per ordine:

1. Perché continuate a dirmi che non bisogna guardare il comportamento dei lupi visto i millenni di convivenza del cane con l’uomo? È vero, “la natura vera del cane è quella che fa socialità con l’uomo, ma i cani hanno molto a che fare con i lupi, in quanto il Dna è uguale“. E mi permetto di aggiungere: ricordiamoci che cane e lupo hanno lo stesso progenitore e sono interfecondi, quindi sono due sottospecie (è palese se guardiamo la nomenclatura). Se a qualcuno interessa approfondire consiglio le letture di Trumler e Bradshaw.

2. I cani non generalizzano: se io, cane, ho imparato a fare questo sul campo o sono addestrato a fare una cosa in casa o in un altro ambiente, non è detto che la ripeta ovunque o dove secondo te, umano, occorre. Questo è un po’il limite dei campi di addestramento, e un’altro punto a favore sull’addestramento con i cani tutor (leggi più avanti). L’ideale è la consulenza cinofila a domicilio, a patto che il proprietario capisca che sono venuta per educare lui, non il cane.

3. Smettiamola con la “retorica dell’amore”. L’amore fine a se stesso non è costruttivo, non serve a creare un rapporto. Il cane capisce, e apprezza, la sicurezza, la routine, le regole e la competenza, la coerenza e la chiarezza. Sentirvelo dire non vi fa un certo effetto? Non ditemi che non avete pensato ai vostri legami umano-umano…Fa riflettere, come la frase “il cane non è geloso, è possessivo. Ma la gelosia non è forse possessività?”. Io sono completamente d’accordo e io e mio marito ci scherziamo su spesso, conoscendo entrambi le basi sociobiologiche dei comportamenti. Si ama qualcuno che si stima. E le parole e gli abbracci senza dimostrazioni concrete non dimostrano un affetto. Tutto chiaro?

4. Continua a comportarti male, tanto io ti ignoro (“e intanto gli ha mangiato la zia!”). Ma se già ignoriamo tutto il giorno il nostro cane, come fa a capire che il comportamento è sbagliato? Purtroppo alla gente piace far parte di un gruppo nutrito di persone che diffonde il verbo dell’amore, anche perché, giustamente, più spendo per un corso e più lungo è il percorso…più la qualità aumenta! Giusto? NO! Anch’io anni fa ero dispiaciuta di non potermi permettere il Master di Comportamento degli animali d’affezione riservato ai veterinari, invece sono contenta di non aver investito lì i miei soldi. A quanto pare, i finanziamenti arrivano dalle case farmaceutiche quindi i problemi si risolvono con gli psicofarmaci.

5. Il cane pantofolaio è un cane infelice (a parte eccezioni come il carlino!). Spesso mi sento dire, anche adesso che ho il pancione: che brava che sei a uscire ogni giorno col cane! Beh, è il minimo! È un po’come dire: che brava che desideri allattare tua figlia per tutto il tempo necessario…Non mi sono ritrovata il cane in casa, né un figlio nella pancia: sono scelte.

6. L’aggressività è una dote caratteriale, non un difetto. Senza risposte all’ambiente un animale non è in grado di sopravvivere, siamo tutti d’accordo? Basta cavolate sull’omeostasi emotiva del cane (questi guru che appaiono sempre serafici sinceramente sono poco credibili): “solo la vaschetta del cesso è omeostatica!”

7. Un approccio davvero rivoluzionario per cani con determinati problemi comportamentali, solitamente quelli che sono stati deprivati socialmente o i “cani da borsa”, è il trattamento con cani “tutor”. Ideatore del metodo in Italia è Claudio Mangini, e ci sono diversi operatori in giro. Io ho contattato Anna, di Brescia, a breve ci incontreremo per discutere a proposito di Inky, la mia meticcia.

Non mi stancherò mai di ripeterlo, ed è stato anche ribadito da Valeria: ogni proprietario è educatore del proprio cane. Diffidate di chi non vi da gli strumenti per poterlo diventare!

Ora vi lascio, io e la mia “bestiaccia” usciamo per il “nostro momento migliore della giornata”: la passeggiata. Una relazione c’è quando si fa qualcosa insieme che piaccia a entrambi, senza fingere. Altrimenti è meglio lasciar perdere: si può cambiare fidanzato, perché il cane non darlo a chi lo farà felice? La possessività e l’amore incondizionato lasciamoli ai cinofilosofi.

 

 

 

Posted by
laurarossimartelli

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