-28 e ho un cane imperfetto

Come promesso nel precedente post, oggi vorrei dedicarmi al mio “impegno”, cioè il mio cane. Quando si aspetta un bambino veniamo subissati di ansie e paure irragionevoli, se non folli: malattie immaginarie, allontanamento preventivo dei cani (su Affari Vostri un esempio di ignoranza!), o comunque separazione in casa perché si sa, viene prima il pupo. D’accordo che viene prima il mio bambino e la sua salute, ma devo presentare al branco famigliare precedente il nuovo membro, e trovare soluzioni di convivenza. Cestinare il problema non è un atteggiamento con cui mi piace affrontare la vita.

Detto questo, passiamo al mio caso: Inky. La mia cagna è incrociata con un cane da caccia, ha 7 anni e non è stata socializzata nella sua finestra temporale.

Quale situazione mi trovo oggi?

Un cane che è diventato discutibilmente gestibile in passeggiata, evitando aree di sgambamento o scambi sociali più lunghi di “ciao ciao” con altri cani. Gestibile per me, cioè un cane che non tira se portato a spasso la mattina (quando il suo livello di energia e frustrazione è basso), ma che ha comunque bisogno della sua oretta quotidiana di passeggio; ricordiamoci che è incrociato con un cane da caccia quindi avrebbe bisogno, per sua natura, di condurre una vita diversa e di poter correre. Peccato che liberarla in campagna comporti due rischi: insegue fagiani e scoiattoli e non risponde ai richiami, e può aggredire l’unico shitzu che circola a quell’ora con tanto di parole da parte della sua proprietaria. Il comportamento civile raccomanda quindi di assumersi le proprie responsabilità ed evitare di recare danno ad altri. Quindi, meglio optare per regolari passeggiate e ogni tanto corse in aree di sgambamento, vuote!

Il fatto che abbia già 7 anni richiederebbe l’intervento di cani tutor. Abbiamo fatto una prova, ma l’impegno economico è eccessivo in questo momento, oltre a mancare il tempo (siamo in trasloco) e le energie (al nono mese mi è difficile prendermi questo impegno da sola). Magari avrebbe anche funzionato, male non avrebbe fatto, e non escludo di riprenderlo, ma intanto…le abbiamo provate tutte! Dal corso sulla gestione dell’aggressività (e dimostra ancora possessività con aggressioni rumorose ma per fortuna innocue, nei confronti del gatto), al metodo gentile, al rinforzo positivo combinato al perentorio no e a qualche pedata (delicata, vi prego animalisti non fraintendete). Morale: tanta confusione e delusione. Ma non ci facciamo scoraggiare, perché dopotutto lei è la mia maestra e il mio tirocinio!

Riprendendo il post sulla pedagogia, sono dell’idea che il metodo gentile non funzioni perché: io non posso punire il comportamento del cane ignorandolo. Davanti ad un bambino che fa un capriccio, la nuova pedagogia (vedi SOS TATA) sostiene questo: ignoratelo finché non smette, poi vedrete che verrà da solo a cercarvi con uno stato d’animo gentile e accondiscendente. Non è mia intenzione sostituirmi ai pedagogisti, ma per quanto riguarda i cani mi sento di affermare che non funziona: il cane lo ignoriamo praticamente 22 ore al giorno, pensate che si senta escluso dal branco se lo ignoriamo mentre lui abbaia alle tre di notte?! Quindi ho provato con un perentorio no e un tocco sulla groppa e sulla zona del collo, ma mi ha mostrato i denti come a dire “violenza genera violenza”. Qualcuno potrebbe dirmi: allora vuol dire che lui è l’alfa, tu no. Invece no: il cane alfa non cerca mai il conflitto, non è un cane “da rissa”, e gioca con i cuccioli (in aree di sgambamento i cuccioli era meglio stessero alla larga dal mio cane!). Non è un omega, perché non è un pacificatore, è quindi un beta, cioè un bel casino!

Ho provato con i bocconcini, cioè rinforzando positivamente un comportamento richiesto, che viene applicato da tutti gli allievi usciti dalla scuola di Marchesini (il signore a cui facevo riferimento nel post precedente). Sicuramente il cane è concentrato su di voi, in particolare ad una parte di voi: la mano. Così concentrato che se voi non lo siete altrettanto vi afferra direttamente la mano. Utile giochetto da fare e perché no, importante per l’addestramento (che non c’entra un piffero con educazione!), soprattutto all’inizio: così il cane impara i comandi base, come il seduto, terra, vieni (in casa, non sempre fuori), e altri esercizi da circo divertenti per quando vengono a trovarvi gli amici. Con questo tipo di addestramento non si instaura una relazione (da quando l’alfa elargisce cibo per ingraziarsi i membri del branco? Loro devono ubbidire perché lui è l’unico in grado di assicurargli la sopravvivenza, cioè il cibo, che non deve mai essere gratuito, e/o la riproduzione). Dicono che ai bocconcini bisogna sostituire col tempo le carezze e gli elogi…ma solo sul muso del mio cane è stampato un punto di domanda: “si si dopo coccole adesso perché non mi dai il cibo?!”.

Abbiamo provato col rinforzo negativo, cioè il cane sente una pressione e seguendola trova la comodità (il metodo che si usa in equitazione attraverso le redini e le gambe): in passeggiata un po’funziona, ma se c’è qualcosa che la interessa, la pressione del guinzaglio non la sente neanche.

E se il mio cane abbaia?

Adesso ci siamo trasferiti in appartamento, e mentre prima regnava il silenzio adesso si sentono i rumori dei vicini, quindi ho la sentinella che abbaia e borbotta. Dopo 5 giorni va già molto meglio, tutto sommato è questione di abitudine. La strategia che funziona meglio in questi casi è mostrarsi calmi, chiamarla non appena abbaia e dirle un perentorio no, con voce autorevole ma non nervosa (è lì che vi voglio!). Se serve rinforzate con una carezza quando smette (non ha certo bisogno del bocconcino, ma solo di sapere che vi occupate voi delle minacce esterne e che lei può continuare a dormire pacifica).

Tutto sommato, qualche abbaio sporadico mi sembra normale e meno fastidioso di tanti rumori di origine umana. Se aggiungete il fatto che il mio cane mi ha difeso nella precedente casa abbaiando a un intruso che cercava di entrare e non aveva buone intenzioni, dal suo punto di vista, il suo ruolo è valido (ed è importante anche dare un ruolo al cane nella vita!). Senza farlo apposta, in questo momento sul pianerottolo stanno parlando ad alta voce e lei si è distesa ai miei piedi con lo sguardo incollato sulla porta, pronta a difendermi fosse necessario.

Conclusioni? Non ho un cane perfetto, ma mi sforzo ogni giorno di capirlo e aiutarlo a stare bene, perché la famiglia è una catena: se uno non sta bene, contagia pure gli altri. Mi chiamano tante persone che sopportano situazioni ben peggiori della mia, per me insostenibili. È in quel momento che vedo i miglioramenti del mio cane, e pazienza se non è lei il mio cane da pet-therapy, l’importante è che sia terapeutico nella mia vita.

La prossima volta parlerò dell’introduzione del pupo in una casa con cane e gatto, in modo più diretto e con esempi concreti. Intanto preoccupatevi di non aumentare le attenzioni verso i vostri animali o di concedere loro dei lussi a cui dopo, con la nascita del bimbo, dovranno rinunciare. Dovete cominciare a dare loro abitudini e routine che saranno rispettati nel futuro prossimo.

 

Posted by
laurarossimartelli

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