Pulsione vs pedagogia

Ho trovato questi appunti risalenti ad una conferenza che si è tenuta a Verona il 27/10/12, e volevo condividerli.

Mi limito a riportare il dibattito “approccio pulsionale” vs “approccio pedagogico”. Liberi di trarre le vostre conclusioni ed esprimere le vostre opinioni. Dedicherò il post successivo alla mia (umile) visione.

CONCEZIONE PULSIONALE

Interviene Romano Sparapan, presidente del Gruppo Cinofilo Verona:

La mia mamma, che era quella che mi voleva più bene in assoluto, mi diceva “io t’ho fatto e io ti disfo”. La relazione per me è fondamentale, ma non è solo bella, eterea, alta…esiste l’aggressività.

La mente è composta anche dalle pulsioni (vedi Freud).

Risponde Roberto Marchesini:

Considero Freud (e Lorenz riguardo a questa tematica) una proposta obsoleta, oggi superata dalla neurobiologia. Comportarsi è come pisciare. Quando hai la vescica piena ti viene voglia di pisciare, e vai alla ricerca di un cesso. Quando vedi che c’è scritto toilette è il segnale chiave che lì posso pisciare. Quando hai appena pisciato nel cesso, non ti viene più voglia di pisciare…Scusate ma è anche l ora che mi chiede di fare delle metafore colorite..Dopo che il soggetto ha espresso il comportamento, dovrebbe avere meno voglia di esprimere quel comportamento: questa è la visione pulsionale. La neurobiologia ci dice che quando si attiva un set neurobiologico quel set attivato espresso poi in un comportamento è più facile che si riattivi successivamente, vale a dire se un cane morde l’istante successivo è più facile che il cane morda di nuovo. Quindi buttiamo per una volta nel cesso oltre alla piscia la visione pulsione perché non funziona, è sbagliata! La pulsione non va sfogata, non è come vuotare una vescica, perché più eserciti un comportamento più lo aumenti, non lo diminuisci!

Se continuiamo ad avere un approccio pulsionale, continuerò a sentire i proprietari di cani che mi dicono “Vado a far sfogare il cane”, e io gli rispondo no guarda lo vai a far esercitare! Non è che se mandiamo il figlio allo stadio a fare il tifo da hooligan diventerà un gentiluomo vittoriano, diventerà una persona violenta!

Lorenz è stato un grande, ma non in questo (è stato un grandissimo epistemiologo). Quando delle sinapsi si attivano, rimangono attivate per un certo periodo. Quella struttura neuronale viene ricordata. Più pensi a un pensiero ossessivo, più diventerà ossessivo, più sei geloso, più lo sarai.

Cose smentite dalla ricerca scientifica a partire dagli anni 60, non adesso!

Conclusione: l’aggressività va adombrata, non sfogata.

Quando prendo in considerazione strutture complesse, come quella metropolitana, so che l’aggressività è disadattativa, perché se prendi a pugni un vigile urbano che fa la multa sei disadattato. Mamma lupa inibisce un comportamento attraverso la punizione positiva, cioè anche attraverso l’aggressività: inibizione attraverso un trauma e passaggio di un modello pratico interno (ti sta insegnando: quando ti trovi nei guai questo è il modo per risolverli). Questo nel lupo non è sbagliato perché il lupo nella foresta vive un giorno (NdR. questa non l’ho capita ma proseguiamo). Ma in una situazione metropolitana l’aggressività è assolutamente disadattativa, è questo che ti deve insegnare la pedagogia. La pedagogia è una riflessione sul futuro del cane, considerando le sistemiche relazionali che troverà. La pedagogia si domanda: qual’è il miglior progetto evolutivo (coerente col futuro della vita di quel cane)? È importante essere riflessivi, sei molto più adattativo.

Mumble mumble…

Posted by
laurarossimartelli

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