“Quando il cane abbaia…” di Valeria Rossi

Chi segue la mia pagina FB sa che sono una sostenitrice di Valeria Rossi, trovandola tra i migliori educatori che ci sono in circolazione. Così non poteva mancarmi il suo ultimo libro, “Quando il cane abbaia…”, che consiglio anche al neofita.

Ho apprezzato molto l’approccio: entrare nella mente del cane e capire quali sono i veri problemi comportamentali differenziandoli da quelli che sono percepiti come problemi da noi, ma in realtà fanno parte del repertorio comportamentale del cane. Giustamente ricorda che la mente del cane è equiparabile a quella di un bambino di tre-quattro anni , e che la differenza tra il cervello umano e quello canino sta nella grandezza dei lobi frontali nella corteccia cerebrale: queste aree che nell’uomo sono coinvolte nella capacità di astrarre, di usare simboli, di utilizzare e capire il linguaggio, nel cane sono così ridotte che non forniscono queste capacità. Dal momento che il cane non è capace di astrazioni è incapace di fare dispetti (ma a noi piace pensare sia così!). Infine, gran parte del comportamento del cane adulto è influenzato dalle prime settimane di vita, che spesso noi non conosciamo…

La prima parte è dedicata a spiegare la differenza tra “imprinting” e “impregnazione”, sottolineando l’importanza del periodo di socializzazione.

Ho apprezzato molto la spiegazione del concetto di “leader” e “dominante”: due termini che possono, a volte, coincidere.

Affronta poi la tecnica della Regressione Sociale Guidata, che propongo anch’io nei corsi di educazione di base, e che aiuta il cane a capire che le risorse sono gestite dal leader (ma soprattutto aiuta la famiglia a cambiare atteggiamento nei confronti del cane).

V. Rossi propone i suoi “dieci comandamenti” nella relazione con il cane, e che tendono a formare un cane sicuro (quindi non problematico).

Passa poi in rassegna tutti i tipi di aggressività, proponendo rimedi per ognuno di essi.

Viene infine trattato il problema dei cani fobici, per i quali è necessaria una desensibilizzazione, e l’ansia da separazione (uno dei problemi più diffusi tra i clienti, e facilmente risolvibile se si interviene con la giusta metodologia).

Un argomento che sta molto a cuore “a noi etologi” è l’uso di psicofarmaci: sono d’accordo con Valeria che se non c’è un problema organico, una patologia, non bisogna farne ricorso, in quanto non risolvono il problema se non nasconderlo sotto un cane che diventa apatico e innaturale. A questo si aggiunge come fa notare giustamente Valeria, che “fino a oggi non esistono neppure farmaci psicotropi studiati appositamente sul cane e per il cane: nella stragrande maggioranza dei casi il veterinario prescrive farmaci a uso umano”.

Gran parte dei contenuti sono trattati da Valeria nei suoi convegni di etologia, ma vale davvero la pena avere questo libretto a casa per “ricordarsi come relazionarsi col cane” . Attenzione a non farne un manuale, in generale, ma soprattutto se avete un cane aggressivo. Non per niente l’aggressività nel testo occupa molto spazio, e come suggerito da Valeria, bisogna rivolgersi ad un professionista in grado di capire i diversi tipi di aggressività e risolvere il problema nel modo corretto (ad es. con i cani tutor).

Posted by
laurarossimartelli

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