Il Senso della Vita

Per il viaggio di nozze siamo andati in America, e mi ricordo quando allo Yellowstone National Park vidi una simpatica coppia di fratellini di volpe, che saltava alla scoperta del mondo…e vicina a loro, con lo sguardo vigile, una volpe dall’aspetto sofferente, visibilmente stanca e provata: era diventata mamma!

Allora la mia bambina era appena un girino, e a parte la nausea, ero ancora al di là del “ponte”, fresca e ingenua. Parlo di ponte perché essere madri è un esperienza sconvolgente. È come trasferirsi su un altro pianeta: tutte le regole, le abitudini, i valori che avevi prima, la percezione di te come donna e delle relazioni con gli altri, sono soggette a un cambiamento.

Dopotutto li senso della vita è la riproduzione (o meglio, l’oggetto raffigurato nella foto, di cui alla fine svelerò l’identità): questo lo sanno bene gli animali, sono gli uomini che si ostinano a cercare qualcos’Altro.

Molti esseri umani non vogliono avere bambini, ma questo capita anche negli animali, ed è il motivo per cui questi individui, direttamente o indirettamente, hanno un ruolo di alloparent nel loro gruppo sociale (la zia per intenderci): pure questo ruolo è finalizzato alla sopravvivenza della prole che curano, e quindi si ritorna al punto centrale del discorso: quel cucciolo, umano o non umano, che strilla e apre la bocca in cerca di nutrimento e calore, è il Senso della vita.

La madre affronta un cambiamento ormonale già durante la gravidanza, e le esperienze sociali di questo periodo si rifletteranno sul nascituro. Col parto poi si scopre di avere delle risorse inaspettate, di avere una resistenza fisica che sembra bestiale (non ci trovo niente di filosofico e razionale in quel momento!). Poi si assiste ad un periodo di simbiosi tra la mamma e il cucciolo, di riassestamento famigliare (la coppia diventa anche mamma e papà, si deve poter contare sull’aiuto reciproco, bisogna sintonizzarsi sui bisogni di ciascun componente del gruppo). Questo periodo è personalissimo, come varia nelle varie specie animali, anche in quella umana differisce: ogni femmina è diversa dall’altra, ogni cucciolo è diverso dall’altro, e ci sono infinite possibilità di relazione tra la mamma e il suo piccolo. Nella specie animale non ci sono consultori, pediatri, mamme e suocere (ma a volte ci sono le alloparent!), libri e internet: se da una parte manca il sostegno necessario (per me fondamentale!), dall’altro manca anche tutta la confusione, gli allarmismi, lo stress di dover fare quello e non fare quell’altro; in natura la mamma agisce per istinto (si consuma è vero, ma è programmata per comportarsi così), mentre la “mamma civilizzata” è vittima della pressione sociale (l’importante è rendersene conto e fare di testa propria, sempre! Le scelte migliori che ho fatto finora sono state quelle dettate dal mio istinto, e continuerò così).

In questo blog ho scritto di quanto cavalli, cani e gatti mi abbiano aiutato a scoprire me stessa. Beh, mia figlia è una palestra costante! È sorprendente quanto tutto abbia a che fare con il mio lavoro: vengo chiamata a dare consigli su come migliorare relazioni cane-uomo, e la parte più difficile è che non esistono regole, bisogna entrare in quella delicata zona intima tra la famiglia e il cane, capirne le esigenze, i limiti, le aspettative, e proporre soluzioni di adattamento. Bene, avere un bambino è uguale: parti con delle aspettative (dormire di più la notte ad esempio, almeno dopo 6 mesi!), ma ti ritrovi un essere unico, con il quale devi entrare in relazione, in base alla sua personalità…e alla tua di mamma, ovviamente. Questa è la fase di scoperta reciproca, dove la mamma, da fonte di nutrimento, diventa una Stella: in etologia si parla di esplorazione a stella infatti quando i movimenti del cucciolo con il suo va e vieni dall’oggetto di attaccamento ricordano una stella centrata verso il soggetto d’attaccamento. Il centro è la mamma, che rassicura e orienta il cucciolo. Dopo la mamma diventerà una stella orbitale…poi spetterà al papà tagliare il cordone ombelicale…

L’ultima fase che ho descritto, quella più difficile ma anche più stimolante e gioiosa, è quella dell’innamoramento…quella che ti convince di aver trovato il Senso della vita.

Forse non è così per tutte le mamme, ma questa è la mia esperienza (se avete piacere potete condividere la vostra, basta una frase).

Ho deciso così di riaprire il mio profilo su FB, per riaprire quella finestra sul mondo con occhi diversi…ma continuerò a curare di più la mia pagina, quindi vi aspetto su Laura pet-therapist!

p.s. ho dato oggi a Marta la cellula uovo (quella nella foto), peluche preso al museo della Scienza di San Francisco: vederla giocarci insieme, parlarle e coccolare il suo “uovo prezioso”…regala tanta gioia alla sua mamma e al suo papà, due inguaribili amanti della Scienza!

Posted by
laurarossimartelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *