Clicker e rinforzo dall’alto: perché funzionano

Innanzitutto, cos’è un clicker? È una scatoletta di plastica con una linguetta metallica che se premuta produce appunto il suono “click”. È uno dei metodi di addestramento possibili, in quanto si basa sul meccanismo del condizionamento classico: vi risparmio la sua spiegazione, sappiate che quel suono è uno stimolo condizionato che richiama l’attenzione del cane sul proprietario, fornitore di cibo. Ma facciamo un passo indietro e spieghiamo come si usa il clicker: prima di tutto bisogna “caricare” il cane, cioè il primo giorno al “click” dovrà seguire il premio appetitoso (per circa 20 volte di seguito, poi pausa di qualche decina di minuti, poi si riprende): il cane in questo modo associa al suono la ricompensa. Un cane caricato lo sarà per sempre: non dimenticherà mai l’associazione, anche dopo anni (posso confermarlo per esperienza diretta col mio cane!). In questa prima fase al cane non si chiederà niente. La fase successiva invece (i giorni seguenti) prevede una domanda (es.seduto), e appena il cane risponde (sedendosi), si farà “click” (è importantissimo essere precisi e tempestivi). Poi si passa ad usare il rinforzo intermittente, cioè il bocconcino lo darò dopo tot volte che il cane risponde ai comandi, ma farò suonare il clicker ogni volta che risponde. Quali sono i benefici? 

  1. Il cane risponde d’istinto ad una associazione che si è creata nella sua mente, rivolgendo l’attenzione sul proprietario (certi cani perdono interesse per il cibo o per il proprietario)
  2. Si può essere precisi (ci metto meno di un secondo a cliccare, molto di più a dargli il bocconcino): nell’addestramento la tempistica è fondamentale per non mandare in confusione il cane
  3. Posso condizionarlo a fare certi lavori in casa, es. cani da utilità che accendono e spengono le luci, portano pantofole, ecc. Dare un lavoro al proprio cane è importante per la sua salute psicofisica (anche una sciocchezza quotidiana, un rito, ma dobbiamo dimostrare al cane che quel comportamento è fondamentale per il branco e gliene siamo grati).
  4. E poi (mi si è accesa la lampadina!) se servisse anche a superare le paure, al posto del controverso flooding (esposizione prolungata allo stimolo pauroso)? Es. la paura delle grate: se clicco quando il cane  è con tutte e quattro le zampe sulla grata, farà un’associazione positiva? È da verificare. Si potrebbe provare anche coi temporali e altre paure (le fobie le escluderei perché l’animale tende a chiudere tutti i sensi, quindi non sentirebbe neanche il click)

Detto questo, occupiamoci del “rinforzo dall’alto”. Un addestratore ENCI utilizza il rinforzo positivo (cibo goloso!) per ricompensare il cane quando esegue l’azione desiderata. Bene, di solito si usa un contenitore da legare ai pantaloni o un marsupio ben rifornito di premi. Il rischio è che il cane guardi solo le mani (che forniscono il cibo) e non faccia attenzione al viso del proprietario (fine ultimo dell’addestramento è  la comunicazione con sguardi e comandi verbali). Per esperienza diretta (e indiretta, in quanto ho visto binomi in campo che utilizzano questo metodo con altissimi risultati) posso dire che se noi mettiamo i premi in bocca (si, ci vengono le tasche buccali da criceto ma non siamo ad una sfilata di bellezza!), il cane cambierà subito atteggiamento, e se la sua attenzione si sposta sul viso del conduttore, la sua posizione al piede sarà anche più arretrata rispetto ad un addestramento che prevede l’elargizione del premio dalla mano. Probabilmente avrete la faccia schifata come quella che ho fatto io nel vedere applicato questo metodo la prima volta, ma vi assicuro che è efficace. State tranquilli, è solo una delle opzioni che vi mostrerò in campo, ci sono vari metodi di addestramento, e ogni binomio trova quello che gli riesce meglio. Ma vi dirò di più: questo metodo è il più naturale che esista in quanto studiando l’etologia del cane sappiamo che la mamma svezza i suoi cuccioli rigurgitando il cibo, e viene stimolata a farlo quando, rientrando nella “tana”, i cuccioli le leccano le labbra…che poi è la stessa cosa del cane che ci salta addosso per farci le feste: vuole darci una bella leccata in faccia, perché siamo la sua mamma! Quindi c’è qualcosa di atavico che scatta nella mente del cane, che, associato al clicker, per me è il massimo che si può ottenere da un cane.

N.B. Questo post non vuole essere un manuale di addestramento, per l’uso corretto del clicker e dei rinforzi consiglio di rivolgersi a un professionista

Vi aspetto al campo scuola di Montichiari, in provincia di Brescia.

Posted by
laurarossimartelli

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