La ricetta per un cane (e una famiglia) felice

Ho deciso di scrivere questo post perché l’educazione è alla base della convivenza con il nostro cane. È inutile fare un corso di obbedienza o sperare che il cane cambi con accorgimenti fai da te: magari a volte si indovina e sicuramente l’obbedienza in campo aiuta, ma senza l’educazione i problemi rimangono o se ne creano di nuovi. Valeria Rossi, nota allevatrice e addestratrice cinofila, chiama un procedura analoga Regressione Sociale Guidata e non è altro che “mettere al suo posto” il cane, perché solo se è ultimo nella scala gerarchica familiare sarà un cane rilassato, equilibrato e felice, e anche la famiglia sarà allo stesso modo felice!

Alla base dei problemi comportamentali (quando non causate da patologie, e in questi casi occorre l’intervento veterinario) c’è quasi sempre uno stato di stress del cane, dovuto a una scorretta gestione. Per risolvere dunque i problemi e convivere tutti felici, sia il cane che la famiglia, bisogna rispettare le seguenti regole. Non sempre servono tutte, ma ricordarle tutte è un buon esercizio per riuscire a metterne in pratica almeno qualcuna. Poi se non vogliamo rispettarle dobbiamo almeno essere consapevoli della situazione.

Questo schema va adattato alla personalità del cane e alle esigenze della famiglia, ecco dunque che non vuole essere un corso, un manuale da prendere alla lettera, sarà poi un bravo educatore a consigliarvi quali di queste regole applicare in base ai vostri problemi e quali modifiche apportare.

Io le ho divise in tre ambiti per ricordarle meglio:

Ambito spaziale

1. Esercizio fisico: da 40 minuti a 2 ore al giorno (a seconda dell’attitudine di razza), ogni giorno, anche se piove o il cane ha a disposizione un grande giardino. La passeggiata non è lasciare libero il cane di vagare in campagna (anche la corsa senza guinzaglio e il gioco con gli altri cani serve, ma qui parlo di conduzione al guinzaglio con cane che non tira e segue l’itinerario del proprietario, non viceversa)

2. Il leader deve passare per primo attraverso porte o strade strette. Strategia del “blocco corporeo”, con spallate e colpi di fianco per occupare lo spazio prima che lo faccia il cane (es.nell’uscire di casa); al ritorno dalla passeggiata può essere utile deviare la strada in prossimità della casa per rafforzare la leadership (altrimenti il cane si abitua al solito giro, quindi è importante sorprenderlo!)

3. Il cane non sale su piani più alti del nostro (letto, sedie, ecc., fatta eccezione per i cani da terapia! Ecco perché dico di prendere queste regole per le pinze e di affidarsi a un professionista per la messa in pratica)

4. È importante che il cane abbia una cuccia, un posto fisso tranquillo per riposare, lontano dalle porte o da passaggi, infatti La cuccia del cane non può occupare i punti chiave della casa (davanti a porte o passaggi)

5. Il leader deve spostarsi seguendo la via più breve, anche se questo comporta lo spostamento del cane

6. Alcune stanze devono essere inaccessibili al cane (solitamente camera da letto e/o bagno)

Ambito nutrizionale

7. Il leader deve mangiare per primo (diverso per i cani che non entrano mai in casa)

8. Lasciare al cane solo 5 minuti di tempo per mangiare, poi togliere la ciotola. La difesa del cibo è poi prerogativa dell’alfa (non assistere al pasto del cane)

Ambito relazionale

9. Non rispondere alle richieste di attenzione del cane (ogni approccio relazionale deve essere condotto sotto il controllo del leader): decide il leader quando giocare o coccolare!

10. Si lascia al cane un solo giocattolo da rosicchiare: i giochi si usano insieme solo quando lo vuole il leader e si termina il gioco prima che il cane sia stanco

11. La prima cosa che deve fare il cane alla mattina è venire a salutare il leader, e non viceversa

12. Lezioni di obbedienza per 5 minuti (non necessariamente continui) al giorno, possibilmente per sempre, perfezionando e aggiungendo comandi in modo da stimolare il cane a imparare cose nuove

Ultimo consiglio per mettere in pratica queste regole. Pensiamo di mangiare una torta: un terzo è l’esercizio fisico, l’altro terzo sono le regole, e se abbiamo ancora fame finiamo l’ultimo terzo che è rappresentato  dalle coccole (mi dispiace dirlo ma il cane non le richiede, quando ci da la zampa spesso è per chiedere di uscire o per altri bisogni, e invece noi gli propiniamo le carezze…). Che poi a noi piaccia coccolarlo lui lo sa e siamo tutti felici, va benissimo e se fatto nel modo e nei tempi corretti è piacevole anche per il cane, ma dobbiamo ricordare quali sono le sue priorità. Spesso sosteniamo di avere poco tempo per portarlo a spasso ma poi dedichiamo molto tempo a coccolarlo…pensiamoci.

Mi rendo conto che a volte sembrano regole “cattive” e esagerate, ma occorre un cambio di prospettiva…funzionano…provare per credere!

 

Posted by
laurarossimartelli

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