A scuola si impara, a casa si educa

In un articolo ho già parlato di quanti benefici comporta l’addestramento del cane. Tuttavia non mi sono soffermata sulla parte fondamentale: il luogo del training. Molti addestratori impartiscono lezioni di obbedienza a domicilio, ma personalmente sono contraria in quanto credo che il lavoro perda di efficacia. Mi spiego meglio.

Quando parlo di un corso di obbedienza intendo l’insegnamento dei comandi principali che permettono al cane di stare “seduto”, a “terra” di venire, di stare fermo, di mettersi al piede e di camminare a fianco del conduttore. Questi comandi non sono un semplice esercizio che allena la mente del cane, gratifica il proprietario e aumenta l’intesa della coppia uomo-cane, ma possono salvare la vita di un cane! Un cane che apprende questi segnali può essere controllato e gestito meglio, permette al proprietario di renderlo più partecipe della sua vita e di rilassarsi in tutte le situazioni (sottinteso che ci vuole una buona socializzazione di base!).

E veniamo al punto. Tutto quello che il cane impara in un determinato posto verrà associato a quella precisa situazione: 

  1. Il cane addestrato solo in casa obbedirà solo in casa.Il cane infatti mette in atto un apprendimento di tipo associativo (ecco perché funziona il clicker training). Questo spiega perché la maggior parte delle persone ha cani che rispondono almeno al comando seduto (imparato leggendo libri o guardando youtube) a casa, ma se impartiscono lo stesso comando al parco…il cane sembra non sentire! Oppure chiedono il “seduto finto”, come lo chiamo io, cioè fanno sedere il cane, gli danno un premio (il biscottino) e poi si complimentano col cane che intanto si è già alzato e si fa gli affari suoi. No! Il “vero seduto” è quando il cane si siede a comando e ti guarda aspettando un altro comando (che può essere anche “fine”, ma sono io, conduttore, che gestisco l’esercizio, altrimenti è il cane che insegna al proprietario a farsi dare il biscotto!). Io stessa ho un libro molto simpatico e ogni tanto mi diverto a insegnare esercizi, così quando vengono a casa gli amici si mettono a ridere, ma anche per sciocchezze (per noi, non certo per il nostro cane!) bisogna agire con criterio e consapevolezza. Ad esempio il mio cane si mette a terra simulando di essere stato colpito dopo il mio comando “bang!”. Niente di difficile, ve lo assicuro, ma va rispettato perché per il cane ogni nostra richiesta soddisfatta è la chiave di accesso per far parte della famiglia e ottenere le risorse vitali (cibo, cure, movimento, coccole).
  2. Il cane addestrato al campo, in casa e in altri luoghi, obbedirà sempre (generalmente, salvo casi particolari, esempio cagne in calore o storia personale del soggetto). Il lavoro di obbedienza al campo è diverso: ci possono essere cani vicini che abbaiano, che passano insieme ad altre persone, automobili, nuovi odori, e così via: tante distrazioni che richiedono un grande affiatamento tra il cane e il suo proprietario. Un buon addestramento si raggiunge con almeno una decina di incontri settimanali al campo, e il risultato è un cane concentrato sul linguaggio corporeo e verbale del suo conduttore. Un cane addestrato è un cane in grado di obbedire in qualunque situazione. In un campo cinofilo si lavora con più binomi e il cane deve imparare a stare fermo a trenta passi di distanza dal suo conduttore con gli altri cani che gli passano vicino. L’unicità del campo scuola di Montichiari poi è che si lavora con distrazioni che simulano l’ambiente della passeggiata quotidiana: bicicletta, passeggino, gente che richiama un altro cane, gente che corre, che batte le mani…Inoltre noi lavoriamo con massimo 5 binomi per permettere di seguire al meglio ogni cane e ogni conduttore. Non c’è infatti un unico metodo, ma l’addestramento è modellato sulla personalità della coppia. Naturalmente per passare un esame non basta frequentare l’università: occorre anche studiare a casa! Ecco che un esercizio quotidiano a casa di 5 minuti dove vengono richiesti gli stessi esercizi provati al campo si rivelerà essenziale! Può verificarsi anche il caso di un cane che in campo scuola si trasforma nel primo della classe, e a casa è un disastro! Allora è utile impostare una buona leadership in casa (ecco che un primo incontro di consulenza a domicilio che imposti l’educazione del cane è consigliabile), e lavorare tanto sull’autocontrollo, attraverso giochi mirati (problem solving e altri giochi proposti nel dog play).

Caso: il cane tira al guinzaglio!Il cane che tira al guinzaglio è forse uno dei maggiori problemi che le persone accusano nei loro cani. Il problema è che non esiste la causa, ma le cause: i motivi possono essere diversi (inquietudine dovuta a stress, ambiente iperstimolante, paura o poca sicurezza di sé, mancanza di leadership nel proprietario, mancanza di uscite frequenti, ambiente casalingo ipostimolante, solitudine, e così via). Non è questa l’occasione per parlare della risoluzione del problema, ma per fare chiarezza su un grosso malinteso: nell’addestramento si insegna la conduzione al piede che non deve venire confusa con l’insegnamento del cane a non tirare. Non sono la stessa cosa! Infatti, se il primo caso prevede che il cane presti una costante attenzione allo sguardo del conduttore, con la spalla del cane all’altezza del ginocchio del conduttore, nell’insegnare al cane a non tirare il guinzaglio quest’ultimo deve essere lasco, e il cane deve poter toccare con il naso a terra: il senso della passeggiata infatti è “far leggere il quotidiano” al cane, permettergli di esplorare l’ambiente. Ciò non toglie l’importanza di una buona conduzione al piede, utile in diverse situazioni: devo attraversare una strada, devo attraversare un posto affollato, persone che hanno timore del cane, voglio evitare l’interazione con altri cani, e così via. Ci sono razze più predisposte a tirare (esempio i cani da caccia o da traino) e altre meno (i cani da compagnia o da pastore) e diversi i metodi per risolvere il problema (in base anche alle esigenze del proprietario), certo che un buon addestramento combinato a una buona leadership aiuta a creare quell’interesse per il conduttore e quindi a non tirare.

Mi è sembrato doveroso scrivere questo post perché quando cominciai le consulenze a domicilio, quasi quattro anni fa, insegnavo anch’io i comandi a domicilio perché le persone lo trovano più comodo (e come dargli torto). L’esperienza mi ha insegnato invece che l’educazione è importantissima (e direi per tante famiglie l’unica cosa che interessa) e il servizio a domicilio fondamentale in una prima fase, ma poi la scuola fa la differenza (possiamo fare il paragone con l’istruzione dei nostri bambini: è opinione comune oggi che un tutor privato non dà una serie di benefici che può dare la frequentazione di un luogo diverso dalla propria casa).

Ricordo che chi si iscrive ai corsi entro la fine di febbraio li pagherà solo la metà: quando ci sono delle belle giornate in inverno stare all’aperto è ancora più piacevole dell’estate, sia per  noi che per il cane!

 

Photo by David Robert Wright – http://flic.kr/p/6vsTNk

Posted by
laurarossimartelli

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