Alimentazione del cane – Parte prima

Premesso che l’alimentazione del cane è materia di un veterinario non di un addestratore cinofilo, sono sempre più i clienti che mi chiedono consigli sull’alimentazione del proprio cane.

Riporterò le parole dei veterinari che sono stati miei docenti a corsi e seminari e ciò che ho letto sui libri da autodidatta, ma è un argomento vastissimo che sento di dover studiare ancora molto. Tuttavia, queste sono linee guida e possiamo trarre qualche suggerimento pratico. 

Ciclo dei nutrienti:

L’energia lorda assunta dal cibo viene trasformata in energia digeribile, di cui una parte finisce in feci e urina, la parte rimanente è l’energia metabolizzabile; a questa va sottratta ancora una parte dovuta a termogenesi e il risultato è l’energia netta (quindi una piccola parte rispetto ai nutrienti ingeriti).

La razione alimentare deve tenere conto dell’età, razza, sesso, movimento e patologie. Ad esempio il cane anziano è soggetto a disidratazione, per questo è importante lasciargli sempre dell’acqua fresca a volontà. Per quanto riguarda il cibo, ha bisogno di un alimento meno proteico.

Un cane sportivo ha bisogno di aminoacidi che gli facciano sentire meno la fatica, dobbiamo sempre prestare attenzione in particolare a triptofano e serotonina. Il triptofano fornisce un rendimento elevato per lungo tempo, la serotonina invece rilassa il muscolo e produce acido lattico, di conseguenza il muscolo si affatica.

Luogo sempre lo stesso, pulito e protetto dal sole e dalle intemperie, ciotole lavate a ogni pasto. Acqua sempre presente (attenzione non si ghiacci). Almeno due volte al giorno meglio anche in 3 parti se cane di grossa taglia per evitare cali di glicemia (il cane se mangia una volta sola diventa vorace e questo può anche causare torsioni di stomaco). Il cane è carnivoro ma vivendo con l uomo è diventato onnivoro mantenendo una predilezione per una dieta a base di proteine. Infatti le prede che il cane selvatico uccide contengono comunque nel loro intestino anche verdure (le prede sono erbivori).

2 modalità di nutrizione:

  1. casalinga
  2. commerciale: secca o umida

Negli ultimi anni si è assistito al boom della dieta BARF che è un acronimo che sta per bones and row food, a base di ossa e carne cruda. A detta della maggior parte dei veterinari è sconsigliabile la carne cruda per il rischio di parassitosi. Poi, è vero che il cane è un carnivoro ma dopo millenni di convivenza con noi è diventato quasi onnivoro. Quindi questa dieta ha ottenuto ottimi risultati su cani con dermatiti atopiche o altre allergie e patologie, ma come dieta di mantenimento per un cane sano non la consiglierei.

Quando parliamo di dieta casalinga non sono gli avanzi di casa perché contengono alimenti che possono essere pericolosi per il cane ma deve essere bilanciata, meglio se prescritta da un veterinario alimentarista.

A questo punto ci si chiede qual’è l’alimentazione migliore. Come qualità quella casalinga, se sono stata attenta alla provenienza delle materie prime sarà migliore ma come completezza è meglio quella commerciale (contiene lipidi, proteine, carboidrati, fibre, vit e minerali di cui il cane necessita). Ogni dieta comunque ha i suoi pro e i suoi contro. La dieta casalinga richiede anche tempo e forse risulta anche più costosa soprattutto per le taglie più grandi, mentre il cibo commerciale risulta più comodo, anche da trasportare.

Su una cosa dobbiamo essere tutti d’accordo: no una dieta vegetariana al cane!

Se la dieta è secca il cane beve di più (l’acqua facilità la digestione), se umida (più appetibile per il cane) beve meno, ma nel secondo caso ne serve di più di pappa.

I croccantini richiedono ai cani di masticare quindi forse permettono una digestione migliore e sembra tengano i denti più puliti (ma non è dimostrato). Attenzione che la Vit A è molto labile alle alte temperature e si degrada facilmente con l’umidità quindi la troviamo effettivamente a una concentrazione inferiore a quella scritta nell’etichetta! Le ceneri sono i rifiuti durante la lavorazione del mangime, e devono essere sempre al di sotto del 7%!

La casalinga bisogna farsela prescrivere da un veterinario alimentarista in quanto deve essere bilanciata: 40% carne; 20% lipidi dal 5% (light) al 30% (cani nordici); carboidrati 10/20% e verdure. Poi vanno aggiunti integratori (chiedere al veterinario di fiducia, a volte sono inutili). Tra gli integratori degni di nota ci sono i condroprotettori da somministrare ai cani di grossa mole in fase di crescita o cani con problemi osteoarticolari per evitare il peggioramento della sintomatologia.

Meglio se la carne è congelata e scottata in modo da togliere i batteri, ma non serve cucinarla perché cruda risulta più digeribile per il cane. In caso di patologie o intolleranze in cui il cane non può mangiare né pollo né manzo allora si può pensare alla quaglia, tacchino , piccione, cavallo, cervo…Un ottimo alimento è il pesce ricco di omega 3 e omega 6 soprattutto per la prevenzione di malattie cardiache, urinarie e cutanee: sempre cotto e pulito dalle lische, richiede più tempo. Il riso sarebbe meglio lavarlo dopo la cottura per togliere parte dell’amido che il cane non sempre riesce a digerire bene (il cane non ha l’amilasi). Non dare mai le ossa (non puliscono i denti, è una leggenda popolare ma ancora tanti veterinari consigliano l’osso buco! Mi raccomando invece una volta alla settimana almeno lavare i denti…), quelle dei volatili tendono a frantumarsi e scaglie possono creare ostruzioni. Le ossa inoltre fratturano i denti e danno infiammazioni, e la polvere delle ossa potrebbe formare fecalomi (feci duri) che rendono difficile la defecazione.

Invece mancanze o eccessi proteici danno problemi (troppa carne sovraccarica il rene).

Le proteine che si trovano nella carne sono le cause principali delle allergie (es. dermatite atopica) infatti si consiglia il pesce in questi casi.

I lipidi rivestono le crocchette in modo da aumentare l’appetibilità del cibo. Un cane inappetente può essere aiutato aggiungendo acqua calda per liberare gli aromi della crocchetta e quindi rendere più gustoso il pasto. Non aggiungere olio o grana nel cibo già pronto in quanto vizieremmo il cane a quel gusto, e in seguito sarebbe difficile togliergli il condimento! Può capitare che il pelo del mio cane diventi rossiccio: questo fenomeno si chiama ossidazione del pelo, vuol dire che il grasso presente nella dieta non è idoneo.

No agli avanzi di cucina, in particolare no alle cipolle, cavoli e aglio perché contengono dissoluto di propilene che può dare anemie gravi perché distrugge i globuli rossi: non essendoci più ossigeno che circola nel sangue avremo la sindrome del calo di rendimento.

Tra i carboidrati vanno bene le patate bollite. L’alimento secco contiene più fibra e carboidrati, e pare che prevenga il tartaro.

La fibra è molto importante perché nutre i batteri buoni, è presente per il 2,5% nel cibo da mantenimento.

Il latte non è digeribile dai mammiferi adulti ma va bene nei cuccioli e  nelle femmine gravide e in allattamento. I formaggi meglio se magri, ma come col latte alcuni cani sono intolleranti. Lo yogurt va bene. Per quanto riguarda le uova meglio tuorlo crudo perché la parte meno tollerata è l’albume (massimo quattro uova a settimana).

Cereali molto importanti, verdura sì, molto gradite carote e piselli.

Frutta meglio a piccoli pezzi ma sarebbe meglio evitarla perché contiene zucchero che non fa tanto bene ai cani, da evitare uva e uva sultanina perché possono causare infiammazioni ai reni.

Il pane secco un po è vero che pulisce i denti ma causa sovrappeso, meglio evitare.

No dolci soprattutto lo xilitolo che è uno zucchero dietetico che causa ipoglicemie del cane con conseguenze critiche per la sua salute. Già 50 grammi di cacao bastano a intossicare un cane di piccola taglia.

Se le feci sono chiare c’è troppo Calcio nella dieta, se invece risultano troppo scure c’è troppo ferro. Come faccio a risolvere il problema? Gioco sul rapporto della carne nella dieta.

Se il mio cane mangia carne avrò feci più formate perché asciuga di più rispetto alla crocchetta.

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